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lunedì 1 giugno 2020

Non guardare solamente al negativo




Nel libro di Esodo Mosè racconta dell'episodio degli esploratori mandati da lui nella terra promessa
per vedere se sarebbe stato facile entrare.

Il Signore aveva detto questo a Mosè:

“Il SIGNORE disse a Mosè... 'Vi farò entrare nel paese che giurai di dare ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe. Io ve lo darò in possesso; io sono il SIGNORE' "(Esodo 6:1, 8)

Il popolo di Dio è arrivato alla Terra Promessa. Durante il viaggio Dio li ha guidati, nutriti e fatti consapevoli della sua presenza in centinaia di occasioni: il Mar Rosso che si divide dinanzi ai loro occhi, la  manna e le  quaglie che arrivano nel momento che avevano fame, Dio stesso che da a Mosè le  Tavole della Legge ecc. Arrivati ai bordi di Canaan,  Mosè manda 12 esploratori a vedere com'è questa terra che ha dato loro il Signore.

Al rientro degli esploratori, il 16,6% di essi (ovvero 2) dissero “se po fa”,  mentre l'83,3% (cioè 10)  dissero “non è proprio cosa fattibile”.

Qual'è la causa di questa maggioranza schiacciante? Che l'83% guardava il futuro con gli occhi della paura. Cosa succede quando faccio questo? Succede che amplifico gli aspetti negativi

Numeri dice:

“Fecero il loro racconto, e dissero: "Noi arrivammo nel paese dove tu ci mandasti, ed è davvero un paese dove scorre il latte e il miele, ed ecco alcuni suoi frutti. PERO', il popolo che abita il paese è potente, le città sono fortificate e grandissime, e vi abbiamo ANCHE VISTO dei figli di Anac. "(Numeri 13:27-28)

Vedono gli aspetti positivi: scorre latte e miele,  frutta gigante. Ma vedono soprattutto gli aspetti negativi: popolo potente,  città fortificate e grandissime,  popolazione di giganti!

Se guardo con gli occhi della paura,  vedrò solo gli aspetti negativi, dimenticando completamente quelli positivi che spesso sono uguali o più grandi.

Quando guardi un avvenimento, un progetto futuro dove senti che Dio ti sta guidando, non focalizzarti sul negativo dell'aspetto, ma ricorda che Dio è un dio fedele, che mantiene le promesse.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)

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Nel libro di Esodo Mosè racconta dell'episodio degli esploratori mandati da lui nella terra promessa per vedere se sarebbe stato facile entrare. Il Signore aveva detto questo a Mosè: “Il SIGNORE disse a Mosè... 'Vi farò entrare nel paese che giurai di dare ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe. Io ve lo darò in possesso; io sono il SIGNORE' "(Esodo 6:1, 8) Il popolo di Dio è arrivato alla Terra Promessa. Durante il viaggio Dio li ha guidati, nutriti e fatti consapevoli della sua presenza in centinaia di occasioni: il Mar Rosso che si divide dinanzi ai loro occhi, la manna e le quaglie che arrivano nel momento che avevano fame, Dio stesso che da a Mosè le Tavole della Legge ecc. Arrivati ai bordi di Canaan, Mosè manda 12 esploratori a vedere com'è questa terra che ha dato loro il Signore. Al rientro degli esploratori, il 16,6% di essi (ovvero 2) dissero “se po fa”, mentre l'83,3% (cioè 10) dissero “non è proprio cosa fattibile”. Qual'è la causa di questa maggioranza schiacciante? Che l'83% guardava il futuro con gli occhi della paura. Cosa succede quando faccio questo? Succede che amplifico gli aspetti negativi Numeri dice: “Fecero il loro racconto, e dissero: "Noi arrivammo nel paese dove tu ci mandasti, ed è davvero un paese dove scorre il latte e il miele, ed ecco alcuni suoi frutti. PERO', il popolo che abita il paese è potente, le città sono fortificate e grandissime, e vi abbiamo ANCHE VISTO dei figli di Anac. (Numeri 13:27-28) Vedono gli aspetti positivi: scorre latte e miele, frutta gigante. Ma vedono soprattutto gli aspetti negativi: popolo potente, città fortificate e grandissime, popolazione di giganti! Se guardo con gli occhi della paura, vedrò solo gli aspetti negativi, dimenticando completamente quelli positivi che spesso sono uguali o più grandi. Quando guardi un avvenimento, un progetto futuro dove senti che Dio ti sta guidando, non focalizzarti sul negativo dell'aspetto, ma ricorda che Dio è un dio fedele, che mantiene le promesse.
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venerdì 29 maggio 2020

Vivere la consolazione in Cristo




Lo scoraggiamento entra nella nostra vita in maniera strisciante, senza che neppure ce ne accorgiamo.

Entra attraverso il nostro fisico quando siamo stanchi,  attraverso la nostra mente quando c'è troppa immondizia spirituale in giro, attraverso il sentirsi falliti quando pensiamo di aver perso in partenza, o attraverso le nostre orecchie quando ascoltiamo persone o situazioni negative.

E' meglio prevenire, che curare! Eccoti quattro passi per prevenire non la malattia del secolo, ma quella di ogni secolo:

1. La fatica

“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” (Matteo 11:28)

RIPOSATI!

2. La frustrazione

“Getta sul Signore il tuo affanno1, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli.” (Salmo 55:22)

BUTTA VIA LA MONDEZZA SPIRITUALE!

3. Il fallimento

“Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.” (Matteo 5:4)

NON MOLLARE!

4. La fifa

“Beati voi, quando gli uomini vi odieranno, e quando vi scacceranno, vi insulteranno e metteranno al bando il vostro nome come malvagio, a motivo del Figlio dell’uomo.  Rallegratevi in quel giorno e saltate di gioia, perché, ecco, il vostro premio è grande in cielo; perché i loro padri facevano lo stesso ai profeti.” (Luca 6:22-23)

NON ASCOLTARE CHI TI ODIA!

Lo scoraggiamento può diventare la base su cui costruire la propria vita mettendola al servizio di Cristo, se decidi di vivere nella sua consolazione

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)



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Lo scoraggiamento entra nella nostra vita in maniera strisciante, senza che neppure ce ne accorgiamo. Entra attraverso il nostro fisico quando siamo stanchi, attraverso la nostra mente quando c'è troppa immondizia spirituale in giro, attraverso il sentirsi falliti quando pensiamo di aver perso in partenza, o attraverso le nostre orecchie quando ascoltiamo persone o situazioni negative. E' meglio prevenire, che curare! Eccoti quattro passi per prevenire non la malattia del secolo, ma quella di ogni secolo: 1. La fatica “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” (Matteo 11:28) RIPOSATI! 2. La frustrazione “Getta sul Signore il tuo affanno1, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli.” (Salmo 55:22) BUTTA VIA LA MONDEZZA SPIRITUALE! 3. Il fallimento “Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.” (Matteo 5:4) NON MOLLARE! 4. La fifa “Beati voi, quando gli uomini vi odieranno, e quando vi scacceranno, vi insulteranno e metteranno al bando il vostro nome come malvagio, a motivo del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno e saltate di gioia, perché, ecco, il vostro premio è grande in cielo; perché i loro padri facevano lo stesso ai profeti.” (Luca 6:22-23) NON ASCOLTARE CHI TI ODIA! Lo scoraggiamento può diventare la base su cui costruire la propria vita mettendola al servizio di Cristo, se decidi di vivere nella sua consolazione
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mercoledì 27 maggio 2020

Non ascoltare la voce di chi ti odia!




Una delle cose che spesso ci rende scoraggiati è la “fifa”: la paura di quello che potenzialmente potrebbe accaderci. I Giudei avevano sperimentato questo tipo di paura mentre stavano ricostruendo Gerusalemme:

“I nostri avversari dicevano: "Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché non saremo piombati in mezzo a loro; allora li uccideremo, e faremo cessare i lavori". (Neemia 4:11)

Immaginati la scena: una lunga fila di muratori intenta a costruire il muro, una serie di teste appostate tra i cespugli, quelle delle persone che avevano abitato quei posti  durante la deportazione a Babilonia,  e che non erano affatto contenti di vedere  che Gerusalemme tornava ad essere fortificata e protetta.

All'inizio li avevano derisi:  “che stupidaggine rifare le mura di Gerusalemme”,  poi avevano provato a scoraggiarli : “tanto non siete buoni a fare i muratori!”,;  adesso che le mura erano quasi completate, minacciavano:.  “se continuate il muro vi ammazziamo tutti”.

Ma perché avevano paura? Come facevano a sapere che le persone imboscate tra i cespugli volevano farli fuori? Ma perché qualcuno glielo aveva detto!

“I Giudei però, che risiedevano vicino a loro, vennero dieci volte a riferirci questo, da tutti i luoghi da cui provenivano.” (Neemia 4:12)

Altri Giudei che vivevano vicini a chi li voleva morti si erano premurati di farglielo sapere! Che carini! Che gentili! E così lo scoraggiamento sale!

Ascoltare un pessimista ti fa diventare pessimista.  Se senti abbastanza a lungo qualcuno che dice “non si può fare”,  alla fine credi anche tu che non si può fare; noi “assorbiamo” quello che gli altri ci dicono

Chi, o cosa stai ascoltando in questo momento? Voci che ti dicono “non ce la farai”?  Che ti dicono “provaci e sei morto, sei morta”? E così hai paura  di fare il grande passo  per intraprendere un nuovo progetto, o completarne uno in corso.

Forse c'è la paura di non esserne capace,  o di non saper reggere la pressione. Forse c'è la paura perché senti che non sei perfetto o perfetta come vorresti per affrontare quel progetto.

Sappi che questa paura, non viene da Dio; infatti Paolo dice:

“Voi non avete ricevuto in dono uno spirito che vi rende schiavi o vi fa vivere di nuovo nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di Dio che ci ha fatto diventare veri e propri figli di Dio, adottati in seno alla sua famiglia, figliuoli che lo chiamano «Padre mio!»” (Romani 8:15 PV)

E tutto ciò che non viene da Dio, viene da chi è contro il popolo di Dio, così come le minacce di morte per i Giudei venivano da chi era contro i Giudei. Non ascoltare la voce di chi odia Dio, e perciò odia anche te!

La  soluzione per prevenire lo scoraggiamento che porta la paura è: non ascoltare la voce di chi ti odia !

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)







Una delle cose che spesso ci rende scoraggiati è la paura di quello che potenzialmente potrebbe accaderci. I Giudei avevano sperimentato questo tipo di paura mentre stavano ricostruendo Gerusalemme: “I nostri avversari dicevano: "Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché non saremo piombati in mezzo a loro; allora li uccideremo, e faremo cessare i lavori". (Neemia 4:11) Ma perché avevano paura? Come facevano a sapere che le persone imboscate tra i cespugli volevano farli fuori? Ma perché qualcuno glielo aveva detto! “I Giudei però, che risiedevano vicino a loro, vennero dieci volte a riferirci questo, da tutti i luoghi da cui provenivano.” (Neemia 4:12) Altri Giudei che vivevano vicini a chi li voleva morti si erano premurati di farglielo sapere! Ascoltare un pessimista ti fa diventare pessimista. Chi, o cosa stai ascoltando in questo momento? Voci che ti dicono “non ce la farai”? Che ti dicono “provaci e sei morto, sei morta”? E così hai paura di fare il grande passo per intraprendere un nuovo progetto, o completarne uno in corso. Sappi che questa paura, non viene da Dio; infatti Paolo dice: Voi non avete ricevuto in dono uno spirito che vi rende schiavi o vi fa vivere di nuovo nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di Dio che ci ha fatto diventare veri e propri figli di Dio, adottati in seno alla sua famiglia, figliuoli che lo chiamano «Padre mio!»” (Romani 8:15 PV) E tutto ciò che non viene da Dio, viene da chi è contro il popolo di Dio, così come le minacce di morte per i Giudei venivano da chi era contro i Giudei. Non ascoltare la voce di chi odia Dio, e perciò odia anche te! La soluzione per prevenire lo scoraggiamento che porta la paura è: Non ascoltare la voce di chi ti odia !
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lunedì 25 maggio 2020

Non mollare!



Mentre i Giudei stavano ricostruendo la città di Gerusalemme dopo l'esilio a Babilonia, arrivò un sentimento “strisciante”: la paura di fallire.

Neemia lo racconta così:

"Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!"  (Neemia 4:10)

Lo “scoraggiamento” è un male “strisciante” che progredisce a poco a poco, fino a renderci completamente inefficienti.

I Giudei hanno cominciato con un problema “fisico” (siamo stanchi), per poi passare a un problema “psichico” (c'è troppa immondizia), e ora giungono alla conclusione (non ce la faremo mai):
sono scoraggiati! “Siamo troppo stanchi! Non ce la faremo mai!  E' da pazzi provarci! Per cui, finiamola  qua”.

Come affronti i fallimenti nella tua vita?  Sei del tipo che si autopunisce in  pubblico  con celebrazioni a base di “oh povero me” “non sono proprio capace a fare nulla” “sono proprio stato stupido a pensare ce l'avrei fatta”?

Oppure sei del tipo “ce l'hanno tutti con me perché sono piccolo e nero”?

In Ebrei si dice:

“Infatti avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso... Ora, noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita.” (Ebrei 10: 36, 39)

La differenza tra un vincente e un perdente  è che il vincente prende la sconfitta  semplicemente come un inciampo temporaneo.

Paolo così ne parla:

"Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria..." (2 Corinzi 4:17)

La soluzione per prevenire lo scoraggiamento è: non mollare !

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)







Mentre i Giudei stavano ricostruendo la città di Gerusalemme dopo l'esilio a Babilonia, arrivò un sentimento “strisciante”: la paura di fallire. Neemia lo racconta così: "Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!" (Neemia 4:10) Lo “scoraggiamento” è un male “strisciante” che progredisce a poco a poco, fino a renderci completamente inefficienti. I Giudei hanno cominciato con un problema “fisico” (siamo stanchi), per poi passare a un problema “psichico” (c'è troppa immondizia), e ora giungono alla conclusione (non ce la faremo mai): sono scoraggiati! “Siamo troppo stanchi! Non ce la faremo mai! E' da pazzi provarci! Per cui, finiamola qua”. Come affronti i fallimenti nella tua vita? Sei del tipo che si autopunisce in pubblico con celebrazioni a base di “oh povero me” “non sono proprio capace a fare nulla” “sono proprio stato stupido a pensare ce l'avrei fatta”? Oppure sei del tipo “ce l'hanno tutti con me perché sono piccolo e nero”? In Ebrei si dice: “Infatti avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso... Ora, noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita.” (Ebrei 10: 36, 39) La differenza tra un vincente e un perdente è che il vincente prende la sconfitta semplicemente come un inciampo temporaneo. La soluzione per prevenire lo scoraggiamento è: Non mollare !
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venerdì 22 maggio 2020

Liberati dall'immondizia per poter correre con Cristo



Il libro di Neemia racconta la ricostruzione della città di Gerusalemme da parte degli Ebrei di ritorno da Babilonia.

A un certo puto della ricostruzione, arriva la frustrazione per quello che stanno facendo, e dicono:

"Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!" (Neemia 4:10)

Questa si chiama  è vera “frustrazione”.  Stanno facendo un muro nuovo, ma tutt'intorno ci sono i sassi e i calcinacci del precedente.

Su cosa si stanno concentrando? Non sul  nuovo muro che stava sorgendo,  ma sulla “immondizia” del vecchio che avevano demolito.

Capita anche a te? A me, si. Vorrei vedere tutto già fatto, magari anche faticando, ma senza dover gestire alla monnezza che produco nel frattempo.

Se tu hai mai avuto la folle idea di comperare un casale da ristrutturare come abbiamo avuto io e mia moglie, sappi che, quando inizi a ristrutturare non hai in mente dei camion che ci vorranno per portare via la “mondezza” in giro e del fatto che resterà là per anni ed anni; in mezzo a essa, il sogno della casa  tende a svanire.

Nella vita accade un po' la stessa cosa;  se facciamo progetti per il futuro,  inevitabilmente produrremo immondizia ; ma possiamo imparare a riconoscerla  e a saperla trattare  per non ostacolare i nuovi progetti

Quale è l'immondizia nella tua vita?  Qualcosa che copre il progetto originario  e ti impedisce di far crescere le cose realmente importanti,  la tua vita con il Signore,  il rapporto con la tua sposa o con i tuoi figli,  l' essere attivo nella chiesa mettendo a disposizione i tuoi doni?

L'immondizia ti fa fare dei giri a largo, ti obbliga ad arrampicarti, a fare deviazioni: ti fa spendere tempo e forze inutilmente... E' chiaro che poi diventi scoraggiato, diventi scoraggiata! La soluzione per prevenire lo scoraggiamento è: butta via !

Quale è la tua “immondizia spirituale ingombrante”? Un vecchio peccato? Un ricordo doloroso? Un chiedere perdono a qualcuno che non hai mai chiesto? Un perdonare qualcuno che non hai mai perdonato? Chiama il camion!

Ebrei dice:

“Anche noi, dunque, circondati da questa grande folla di testimoni, dobbiamo sbarazzarci di tutto ciò che ci ostacola, specialmente del peccato che ostacola il nostro progresso e correre con decisione la corsa che ci è stata messa davanti. Teniamo lo sguardo fisso su Gesù, principio e fine della fede.”  (Ebrei 12:1-2a PV)

E' ora di buttare via le macerie del passato per poter essere efficaci per Gesù, per poter correre assieme  a lui!

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)




Il libro di Neemia racconta la ricostruzione della città di Gerusalemme da parte degli Ebrei di ritorno da Babilonia. A un certo puto della ricostruzione, arriva la frustrazione per quello che stanno facendo, e dicono: "Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!" (Neemia 4:10) Questa si chiama “frustrazione”. Stanno facendo un muro nuovo, ma tutt'intorno ci sono i sassi e i calcinacci del precedente. Su cosa si stanno concentrando? Non sul nuovo muro che stava sorgendo, ma sulla “immondizia” del vecchio che avevano demolito. Capita anche a te? A me, si. Vorrei vedere tutto già fatto, magari anche faticando, ma senza dover gestire alla monnezza che produco nel frattempo Quando inizi a ristrutturare non hai in mente dei camion che ci vorranno per portare via la l'immondizia; in mezzo a essa, il sogno della casa tende a svanire. Nella vita accade un po' la stessa cosa; se facciamo progetti per il futuro, inevitabilmente produrremo immondizia ; ma possiamo imparare a riconoscerla e a saperla trattare per non ostacolare i nuovi progetti Quale è l'immondizia nella tua vita? Qualcosa che copre il progetto originario e ti impedisce di far crescere le cose realmente importanti, la tua vita con il Signore, il rapporto con la tua sposa o con i tuoi figli, l' essere attivo nella chiesa mettendo a disposizione i tuoi doni? La soluzione per prevenire lo scoraggiamento è: Butta via ! Quale è la tua “immondizia spirituale ingombrante”? Un vecchio peccato? Un ricordo doloroso? Un chiedere perdono a qualcuno che non hai mai chiesto? Un perdonare qualcuno che non hai mai dato? Chiama il camion! Ebrei dice: “Anche noi, dunque, circondati da questa grande folla di testimoni, dobbiamo sbarazzarci di tutto ciò che ci ostacola, specialmente del peccato che ostacola il nostro progresso e correre con decisione la corsa che ci è stata messa davanti. Teniamo lo sguardo fisso su Gesù, principio e fine della fede.” (Ebrei 12:1-2a PV) E' ora di buttare via le macerie del passato per poter essere efficaci per Gesù, per poter correre assieme a lui!
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mercoledì 20 maggio 2020

Riposare per vincere lo scoraggiamento



Nella Bibbia c'è un libro che racconta la ricostruzione della città di Gerusalemme; è il libro di Neemia, e ci mostra come spesso i credenti vengano colti dallo scoraggiamento proprio quando stanno lavorando ad un'opera buona, a un'opera che il Signore gli chiede di fare.

“Quelli di Giuda dicevano: "Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!"  I nostri avversari dicevano: "Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché non saremo piombati in mezzo a loro; allora li uccideremo, e faremo cessare i lavori". I Giudei però, che risiedevano vicino a loro, vennero dieci volte a riferirci questo, da tutti i luoghi da cui provenivano.” (Neemia 4:10-12)

Un senso di scoraggiamento misto alla paura aveva colto il popolo di Dio. Perché erano scoraggiati?

Un primo motivo di scoraggiamento era, semplicemente,  la fatica.

"Le forze vengono meno ai portatori di pesi!" (v. 10a)

I Giudei erano semplicemente “esauriti”: svuotati fisicamente, mentalmente ed emozionalmente.

Ti ci sei mai trovato? Ti ci sei mai trovata?Attenti, perché questo tipo di sensazione di essere “vuoti dentro” si accompagna spesso con un'altra “sensazione”: essere“lontani da Dio”.E così smetti di pregare e di leggere la Bibbia.

Quali sono i suggerimenti che di norma ti danno gli altri credenti? “Raddoppia le preghiere”...
Buono, ma non risolutivo. “Imponiti di leggere la Bibbia”.Utile, ma non risolve.“Frequenta altri credenti”Saggio, ma non sempre praticabile. Vogliamo vedere cosa suggerisce Gesù, invece?

“Ed egli disse loro: "Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco". Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare.” (Marco 6:31)

Sembra un suggerimento poco spirituale  ma è quello che da Gesù: “Riposati!” “Mettiti seduto e non fare NULLA”

Per chi, come me, è  altamente dipendente dal lavoro, sembra una condanna a morte... ma Gesù sa di cosa ho davvero bisogno.

Per vincere lo scoraggiamento, spesso devi solamente riposare; è Gesù che te lo consiglia!


(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)


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Nella Bibbia c'è un libro che racconta la ricostruzione della cittàa di Gerusalemme; è il libro di Neemia, e ci mostra come spesso i credenti vengano colti dallo scoraggiamento proprio quando stanno lavorando ad un'opera buona, a un'opera che il Signore gli chiede di fare. “Quelli di Giuda dicevano: "Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!" I nostri avversari dicevano: "Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché non saremo piombati in mezzo a loro; allora li uccideremo, e faremo cessare i lavori". I Giudei però, che risiedevano vicino a loro, vennero dieci volte a riferirci questo, da tutti i luoghi da cui provenivano.” (Neemia 4:10-12) Un senso di scoraggiamento misto alla paura aveva colto il popolo di Dio. Perché erano scoraggiati? Un primo motivo di scoraggiamento era, semplicemente, la fatica. "Le forze vengono meno ai portatori di pesi!" (v. 10a) I Giudei erano semplicemente “esauriti”: svuotati fisicamente, mentalmente ed emozionalmente. Ti ci sei mai trovato? Ti ci sei mai trovata?Attenti, perché questo tipo di sensazione di essere “vuoti dentro” si accompagna spesso con un'altra “sensazione”: essere“lontani da Dio”.E così smetti di pregare e di leggere la Bibbia. Quali sono i suggerimenti che di norma ti danno gli altri credenti? “Raddoppia le preghiere”... Buono, ma non risolutivo. “Imponiti di leggere la Bibbia”.Utile, ma non risolve.“Frequenta altri credenti”Saggio, ma non sempre praticabile. Vogliamo vedere cosa suggerisce Gesù, invece? “Ed egli disse loro: "Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco". Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare.” (Marco 6:31) Sembra un suggerimento poco spirituale ma è quello che da Gesù: “Riposati!” “Mettiti seduto e non fare NULLA” Per chi, come me, è altamente dipendente dal lavoro, sembra una condanna a morte... ma Gesù sa di cosa ho davvero bisogno. Per vincere lo scoraggiamento, spesso devi solamente riposare; è Gesù che te lo consiglia!
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