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sabato 13 giugno 2020

Il Signore è l'ombra dietro di te.



Il Salmo 121 dice:

"Alzo gli occhi verso i monti… Da dove mi verrà l’aiuto?” (v.1)

La parola “aiuto” in ebraico  è “aizer”,  che significa “circondare, cingere”.

Quando cingi una città di mura, lo fai per fortificarla dagli attacchi; ma puoi anche anche cingere le spalle di tuo  figlio   che ha un incubo di notte per farlo sentire al sicuro, difeso, protetto, compreso.

“Il mio aiuto viene da Dio, che ha fatto il cielo e la terra” (v. 2)

Le mura fortificate contro il nemico,  il braccio paterno che ci fa sentire al sicuro,  sono quelle del Padre Celeste.

E' interessante che il salmo inizi con due NON, al versetto tre:

“Egli non permetterà che il tuo piede vacilli; colui che ti protegge non sonnecchierà” (v. 3)

1 - Egli NON può permettere che tu vacilli. Questo significa una cosa precisa: la nostra natura è quella di “vacillare”, come un vaso messo su un piedistallo che viene colpito, e comincia a girare in tondo  prima di cadere.

C'è scritto che Dio impedirà  che il tuo piedistallo sia colpito? No; riceverai i colpi. Ma quando accadrà, sfidando le leggi della fisica il tuo vaso rimarrà attaccato al piedistallo, senza girare in tondo.

2 - Egli NON farà la classica pennichella pomeridiana, nel frattempo che tu vacilli. Non si sveglierà di soprassalto dicendo: “Ops! Scusa, mi ero appennicato, altrimenti sarei intervenuto prima!”

E questo concetto è ripetuto  al versetto quattro due volte:

“Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà” (v. 4)

Cosa significa? Che Dio sa che, quando riceviamo botte, e non vediamo una soluzione rapida, ce la prendiamo con lui, crediamo che dorma: “Ma Signore, vedi o no quello che mi accade?”

“Il Signore è colui che ti protegge; il Signore è la tua ombra; egli sta alla tua destra.” (v. 5)

“Dio è luce” dice 1 Giovanni 1:5, e nella stessa lettera, al capitolo 4, versetto 12, dice: “Nessuno ha mai visto Dio”.

Non vedi Dio direttamente.. ma vedi ciò che Dio produce: non lo puoi vedere, ma puoi vedere  ciò che la sua luce crea: l'ombra:

 E' silenziosa, ma c'è. Dio può sembrare silenzioso, ma in ogni attimo della tua vita, è alla tua destra.

Il Signore è l'ombra dietro di te!

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)


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Alzo gli occhi verso i monti… Da dove mi verrà l’aiuto?” (v.1) La parola “aiuto” in ebraico è “aizer”, che significa “circondare, cingere”. Quando cingi una città di mura, lo fai per fortificarla dagli attacchi; ma puoi anche anche cingere le spalle di tuo figlio che ha un incubo di notte per farlo sentire al sicuro, difeso, protetto, compreso. “Il mio aiuto viene da Dio, che ha fatto il cielo e la terra” (v. 2) Le mura fortificate contro il nemico, il braccio paterno che ci fa sentire al sicuro, sono quelle del Padre Celeste. E' interessante che il salmo inizi con due NON, al versetto tre: “Egli non permetterà che il tuo piede vacilli; colui che ti protegge non sonnecchierà” (v. 3) 1 - Egli NON può permettere che tu vacilli. Questo significa una cosa precisa: la nostra natura è quella di “vacillare”, come un vaso messo su un piedistallo che viene colpito, e comincia a girare in tondo prima di cadere. C'è scritto che Dio impedirà che il tuo piedistallo sia colpito? No; riceverai i colpi. Ma quando accadrà, sfidando le leggi della fisica il tuo vaso rimarrà attaccato al piedistallo, senza girare in tondo. 2 - Egli NON farà la classica pennichella pomeridiana, nel frattempo che tu vacilli. Non si sveglierà di soprassalto dicendo: “Ops! Scusa, mi ero appennicato, altrimenti sarei intervenuto prima!” E questo concetto è ripetuto al versetto quattro due volte: “Ecco, colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà” (v. 4) Cosa significa? Che Dio sa che, quando riceviamo botte, e non vediamo una soluzione rapida, ce la prendiamo con lui, crediamo che dorma: “Ma Signore, vedi o no quello che mi accade?” “Il Signore è colui che ti protegge; il Signore è la tua ombra; egli sta alla tua destra.” (v. 5) “Dio è luce” dice 1 Giovanni 1:5, e nella stessa lettera, al capitolo 4, versetto 12, dice: “Nessuno ha mai visto Dio”. Non vedi Dio direttamente.. ma vedi ciò che Dio produce: non lo puoi vedere, ma puoi vedere ciò che la sua luce crea: l'ombra: E' silenziosa, ma c'è. Dio può sembrare silenzioso, ma in ogni attimo della tua vita, è alla tua destra.
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giovedì 7 maggio 2020

Essere un ripetitore dell'amore di Cristo



Come posso dimorare nell'amore di Gesù?

Gesù afferma:

“Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore.” (Giovanni 15: 10)

“Si Marco, tutto bello.. ma PRATICAMENTE, come faccio a dimorare, ad essere piantato, ad essere piantata in Gesù?” Ce lo indica al v. 12:

"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. (Giovanni 15:12)

Una volta chiesero a Gesù  quale fosse il comandamento più importante, e lui rispose dicendone due:

“Ama il Signore Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la mente” (Matteo 22:37)

“Ama il prossimo tuo come te stesso” (Matteo 22:38)

Quello che ti chiede Gesù è di essere una sorta di “ripetitore” del suo amore; come tu sei stato amato, sei stata amata da lui, così tu devi amare il tuo prossimo.

“Come il Padre mi ha amato,... così anch'io ho amato voi ...Ama il prossimo tuo come te stesso”

Per dimorare in Gesù devo essere il “ripetitore” dell'amore di Dio che ho ricevuto attraverso Gesù

Poniti la domanda: “Sono un buon “ripetitore” dell'amore di Dio verso gli altri?”

Gesù, poco prima nel brano di Giovanni,  aveva detto che saremmo stati odiati e perseguitati, aveva spiegato che lo aveva fatto affinché non fossimo turbati, e ci aveva ripetuto che non dovevamo preoccuparci perché lui aveva già vinto per noi il mondo.

Ora ci dice qualcosa che ci porta gioia:

“Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. (Giovanni 15:11)

Che tipo di gioia ha Gesù? Lo scrittore di Ebrei la descrive così:

“Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l'infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.” (Ebrei 12:2b)

E' una gioia  che ci fa vedere oltre l'ostacolo E' una gioia  che ci fa sedere assieme al nostro Padre.

Vuoi questo tipo di gioia?

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)




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Come posso dimorare nell'amore di Gesù? Gesù afferma: “Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore.” (Giovanni 15: 10) “Si Marco, tutto bello.. ma PRATICAMENTE, come faccio a dimorare, ad essere piantato, ad essere piantata in Gesù?” Ce lo indica al v. 12 "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. (Giovanni 15:12) Una volta chiesero a Gesù quale fosse il comandamento più importante, e lui rispose dicendone due: “Ama il Signore Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la mente” (Matteo 22:37) “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Matteo 22:38) Quello che ti chiede Gesù è di essere una sorta di “ripetitore” del suo amore; come tu sei stato amato, sei stata amata da lui, così tu devi amare il tuo prossimo. “Come il Padre mi ha amato,... così anch'io ho amato voi ...Ama il prossimo tuo come te stesso” Per dimorare in Gesù devo essere il “ripetitore” dell'amore di Dio che ho ricevuto attraverso Gesù Poniti la domanda: “Sono un buon “ripetitore” dell'amore di Dio verso gli altri?” Gesù, poco prima nel brano di Giovanni, aveva detto che saremmo stati odiati e perseguitati, aveva spiegato che lo aveva fatto affinché non fossimo turbati, e ci aveva ripetuto che non dovevamo preoccuparci perché lui aveva già vinto per noi il mondo. Ora ci dice qualcosa che ci porta gioia: “Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. (Giovanni 15:11) Che tipo di gioia ha Gesù? Lo scrittore di Ebrei la descrive così: “Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l'infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.” (Ebrei 12:2b) E' una gioia che ci fa vedere oltre l'ostacolo E' una gioia che ci fa sedere assieme al nostro Padre. Vuoi questo tipo di gioia? “Dimorate in me, e io dimorerò in voi.
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venerdì 13 marzo 2020

Io non dimenticherò te!

Il Signore ha detto ad Isaia:

“Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta, smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere? Anche se le madri dimenticassero, non io dimenticherò te.” (Isaia 49:15)

E' un paragone assurdo:  è matematicamente sicuro al 100% che una madre non può dimenticarsi  di un figlio che sta allattando.

“Bene” dice Dio “E' più probabile che ciò accada  del fatto che io mi possa dimenticare di te!”

Dove trovo speranza ed aiuto, allora?

“Ciao Marco, io sento di aver affidato la mia vita a Gesù, ma non voglio parlarne troppo, è qualcosa che riguarda la mia vita intima. Spero che tu comprenda”.

Questa frase fa parte di una breve lettera,  e non è di un credente della chiesa dove sono pastore,  né di qualcuno che mi ha scritto  dopo aver ascoltato un messaggio sul sito.

E' la lettera di una persona sofferente da tempo, a cui sono legato e a cui voglio molto bene. E' una lettera scritta alla fine dei suoi giorni terreni dopo mille sofferenze, dopo speranze e delusioni da una persona che tra poco mi lascerà... ma che sono certo rivedrò  a motivo di quelle poche parole.

La vita l'ha placcata, quando c'erano ancora molte mete da fare, ma ha trovato il motivo, il modo e la forza di rialzarsi. Sembra abbia perso, e invece è vittoriosa!

Dove ha trovato tutta la speranza?  Dove ha trovato tutto l'aiuto?

Gesù ha detto:

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Tutto è dipeso da dove li ha cercati.

Se cerchi speranza ed aiuto, cercali nel posto giusto.

Dio l'ha promesso: "Io non dimenticherò te!"



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giovedì 27 febbraio 2020

Fai esultare il Padre con canti di gioia

Un mio amico pastore mi ha raccontato  di aver assistito alla scena di  un padre  che sollevava il suo figlio paralizzato e cieco  durante un culto e gli cantava  perché il figlio potesse sentire  la sua voce.  E il figlio, con uno sforzo immane,  riuscì a sollevare un braccio  per metterlo  attorno al collo del proprio padre,  e sorridere.

Penso che l'immagine di questo padre che canta  affinché suo figlio disabile,  incapace di vederlo,  incapace di muoversi,  ma solo capace di essere sostenuto e sfiorato,  in qualche modo abbracciato,  sia già stata descritta in un passo dell'Antico Testamento:

“ Il SIGNORE, il tuo Dio, è in mezzo a te, come un potente che salva; egli si rallegrerà con gran gioia per causa tua; si acquieterà nel suo amore, esulterà, per causa tua, con canti di gioia” (Sofonia 3:17)

Ecco, questa è l'immagine vera, quella giusta dell'adorazione! Non sono io che “canto” non sono io che “prego” non sono io che “mi inginocchio o mi prostro” ma è Dio che mi sostiene, mi canta,  mi tiene in braccio quando sto adorando! E' Lui che esulta per me, con canti di gioia!

Quello che devo fare io, per adorarlo davvero, è sentire quelle braccia durante tutto il giorno, vivere alla sua presenza costantemente, non soltanto durante una canzone  o una preghiera.

Noi, per Dio, siamo come quel figlio disabile, che il padre ama lo stesso, anzi, di più. Se fossimo perfetti, lui ci amerebbe, ma non avremmo bisogno costante di lui. Ma noi non siamo perfetti, anzi... siamo imperfetti,  siamo peccatori.

E lui sa che abbiamo bisogno di sostegno non solo durante una canzone, ma lungo tutto il giorno, non solo durante una preghiera, ma sempre. E' un Dio che  “esulterà, per causa tua, con canti di gioia”

Cosa farai,  oltre cantare una canzone a Dio? Cosa farai,  oltre pregare una preghiera a Dio? Come farai a mettere il tuo braccio attorno al suo collo,  per fargli sentire che lo  ami?

Paolo dice:

“...vi esorto a dare i vostri corpi a Dio; che siano un sacrificio vivente, santo....”

Chiedi,  e lui ti dirà cosa fare, come trasformare la tua vita in atto di adorazione costante  a colui che  è lì, davanti a te,  e ti sorregge per poter esultare  “per causa tua con canti di gioia!”





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Un mio amico pastore mi ha raccontato di aver assistito alla scena di un padre che sollevava il suo figlio paralizzato e cieco durante un culto e gli cantava perché il figlio potesse sentire la sua voce. E il figlio, con uno sforzo immane, riuscì a sollevare un braccio per metterlo attorno al collo del proprio padre, e sorridere. Penso che l'immagine di questo padre che canta affinché suo figlio disabile, incapace di vederlo, incapace di muoversi, ma solo capace di essere sostenuto e sfiorato, in qualche modo abbracciato, sia già stata descritta in un passo dell'Antico Testamento: “ Il SIGNORE, il tuo Dio, è in mezzo a te, come un potente che salva; egli si rallegrerà con gran gioia per causa tua; si acquieterà nel suo amore, esulterà, per causa tua, con canti di gioia” (Sofonia 3:17) Ecco, questa è l'immagine vera, quella giusta dell'adorazione! Non sono io che “canto” non sono io che “prego” non sono io che “mi inginocchio o mi prostro” ma è Dio che mi sostiene, mi canta, mi tiene in braccio quando sto adorando! E' Lui che esulta per me, con canti di gioia! Quello che devo fare io, per adorarlo davvero, è sentire quelle braccia durante tutto il giorno, vivere alla sua presenza costantemente, non soltanto durante una canzone o una preghiera. Noi, per Dio, siamo come quel figlio disabile, che il padre ama lo stesso, anzi, di più. Se fossimo perfetti, lui ci amerebbe, ma non avremmo bisogno costante di lui. Ma noi non siamo perfetti, anzi... siamo imperfetti, siamo peccatori. E lui sa che abbiamo bisogno di sostegno non solo durante una canzone, ma lungo tutto il giorno, non solo durante una preghiera, ma sempre. E' un Dio che “esulterà, per causa tua, con canti di gioia” Cosa farai, oltre cantare una canzone, pregare una preghiera a Dio? Come farai a mettere il tuo braccio attorno al suo collo, per fargli sentire che lo ami? Paolo dice: “...vi esorto a dare i vostri corpi a Dio; che siano un sacrificio vivente, santo....” Chiedi, e lui ti dirà cosa fare, come trasformare la tua vita in atto di adorazione costante a colui che è lì, davanti a te, e ti sorregge per poter esultare “per causa tua con canti di gioia".
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martedì 25 febbraio 2020

Amiamo perché siamo stati amati

Paolo dice:

“E così, cari fratelli, vi esorto a dare i vostri corpi a Dio; che siano un sacrificio vivente, santo. Questo è il modo giusto di adorare Dio. Non adattatevi alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma lasciatevi trasformare da Dio con un completo rinnovamento della mente vostra. Allora sarete in grado, per vostra esperienza personale, di capire qual è la volontà del Signore; vale a dire: tutto ciò che è buono, perfetto è a lui gradito..” (Romani 12:1-2 BDG)

Paolo incoraggia a vivere l'adorazione a Dio h24, non adesso si e adesso no. Onorare Dio col mio corpo durante tutto il giorno, vivere come un adoratore piuttosto che avere “momenti di adorazione”. Ma cosa è “adorazione”? Ho detto più di una volta che “adorare”: è una parola composta di origine latina, “orare” = parlare + suffisso “ad” = a, ovvero parlare a qualcuno.

Con chi ti piace parlare di più? Con le persone che disprezzi, o che non conosci, oppure con le persone che ammiri e che conosci bene? Di norma è più facile parlare se parliamo a qualcuno che “vale” per noi, qualcuno che amiamo!

Se adoro Dio, dunque, sto affermando che Dio “vale” per me adorare è perciò “parlare a qualcuno che vale che amo”. Ma anche stavolta, siamo arrivati secondi! Non siamo noi ad aver amato per primi:

Giovanni dice che

“Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo.” (1 Giovanni 4:19 PV)

Tu ed io siamo il frutto dell'amore che Dio ha messo in noi e ha riversato su di me e su di te.



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Paolo dice: “E così, cari fratelli, vi esorto a dare i vostri corpi a Dio; che siano un sacrificio vivente, santo. Questo è il modo giusto di adorare Dio. Non adattatevi alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma lasciatevi trasformare da Dio con un completo rinnovamento della mente vostra. Allora sarete in grado, per vostra esperienza personale, di capire qual è la volontà del Signore; vale a dire: tutto ciò che è buono, perfetto è a lui gradito..” (Romani 12:1-2 BDG) Paolo incoraggia a vivere l'adorazione a Dio h24, non adesso si e adesso no. Onorare Dio col mio corpo durante tutto il giorno, vivere come un adoratore piuttosto che avere “momenti di adorazione”. Ma cosa è “adorazione”? Ho detto più di una volta che “adorare”: è una parola composta di origine latina, “orare” = parlare + suffisso “ad” = a, ovvero parlare a qualcuno. Con chi ti piace parlare di più? Con le persone che disprezzi, o che non conosci, oppure con le persone che ammiri e che conosci bene? Di norma è più facile parlare se parliamo a qualcuno che “vale” per noi, qualcuno che amiamo! Se adoro Dio, dunque, sto affermando che Dio “vale” per me adorare è perciò “parlare a qualcuno che vale che amo”. Ma anche stavolta, siamo arrivati secondi! Non siamo noi ad aver amato per primi: Giovanni dice che “Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo.” (1 Giovanni 4:19 PV) Tu ed io siamo il frutto dell'amore che Dio ha messo in noi e ha riversato su di noi.
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