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venerdì 24 aprile 2020

L'amore scioglie il mio dolore


Hai mai sentito parlare di uno strumento chiamato “cilicio”? E' fatto di metallo con terminali appuntiti che stretto intorno a una parte del corpo serve per “auto-infliggersi” una punizione.

In realtà, nella Bibbia, il “cilicio” era una un sacco o una pelle, un vestito umile, che alcuni portavano per umiliarsi davanti a Dio e invocare il suo perdono o il suo aiuto.

Ma quello era il Dio dell'Antico Testamento prima del Nuovo Patto sottoscritto grazie a Gesù.

Poi, nel Medio Evo, una parte della chiesa lo “modificò” e divenne uno strumento per auto-infliggersi male per espiare le proprie colpe.

Tu potresti chiedermi: “Perché”? Perché alcuni non hanno capito il Salmo 30:

“Tu hai mutato il mio dolore in danza; hai sciolto il mio cilicio e mi hai rivestito di gioia,  perché io possa salmeggiare a te, senza mai tacere.” (Salmo 30:11-12a)

Il Salmo 30 è stato intitolato da qualcuno: “Espressioni di lode per la liberazione”.

Perché è stato inventato il cilicio? Perché c'è chi lo usa ancora? Perché non hanno compreso che Gesù ci chiama “amici”, che ci ha fatto conoscere il Padre, che ci ha liberato una volta... e PER SEMRE!

Purtroppo molti credenti  continuano ad indossarlo ogni giorno; no, non parlo di quello di metallo, ma di un “cilicio mentale”.

Per alcuni è il “cilicio del mio passato”. Molti continuano ad “auto-punirsi” per gli sbagli fatti nel passato; ho conosciuto donne  che continuavano ad auto-punirsi per un aborto fatto  quando non erano ancora credenti. O per un divorzio, o per altro vissuto prima di accettare Gesù.

Altre volte è il “cilicio del mio rancore”. Qualcuno, o qualcosa, ci ha fatto profondamente male, e tutte le volte che ci ripensiamo continua a penetrare con le sue punte aguzze nella nostra carne.

C'è qualche “cilicio mentale” nella tua vita? Se sei amico, se sei amica di Gesù e se, in qualche modo,  ti stai portando un peso, è ora di scioglierlo.

Come ti sentiresti, se avessi vissuto con una di quelle cose di metallo e qualcuno fosse venuto a toglierlo e a buttarlo via per sempre così che non potrà mai più farti male?

Io proverei gioia, sapendo che non proverò mai più quel dolore. Le mie giornate cambierebbero, non penserei più al male ad ogni passo, e agirei con più gioia nella mia vita.

Gesù è venuto a sciogliere il tuo cilicio, è venuto a chiamarti “amico, amica”, per farti vivere nella gioia.

 Il suo amore ti fa agire con gioia.

Il suo amore ha sciolto il tuo cilicio... per sempre!

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)



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Hai mai sentito parlare di uno strumento chiamato “cilicio”? E' fatto di metallo con terminali appuntiti che stretto intorno a una parte del corpo serve per “auto-infliggersi” una punizione. In realtà, nella Bibbia, il “cilicio” era una un sacco o una pelle, un vestito umile, che alcuni portavano per umiliarsi davanti a Dio e invocare il suo perdono o il suo aiuto. Ma quello era il Dio dell'Antico Testamento prima del Nuovo Patto sottoscritto grazie a Gesù. Poi, nel Medio Evo, una parte della chiesa lo “modificò” e divenneuno strumento per auto-infliggersi male per espiare le proprie colpe. Tu potresti chiedermi: “Perché”? Perché alcuni non hanno capito il Salmo 30: “Tu hai mutato il mio dolore in danza; hai sciolto il mio cilicio e mi hai rivestito di gioia, perché io possa salmeggiare a te, senza mai tacere.” (Salmo 30:11-12a) Il Salmo 30 è stato intitolato da qualcuno: “Espressioni di lode per la liberazione”. Perché è stato inventato il cilicio? Perché c'è chi lo usa ancora? Perché non hanno compreso che Gesù ci chiama “amici”, che ci ha fatto conoscere il Padre, che ci ha liberato una volta... e PER SEMRE! Purtroppo molti credenti continuano ad indossarlo ogni giorno; no, non parlo di quello di metallo, ma di un “cilicio mentale”. Per alcuni è il “cilicio del mio passato”. Molti continuano ad “auto-punirsi” per gli sbagli fatti nel passato; ho conosciuto donne che continuavano ad auto-punirsi per un aborto fatto quando non erano ancora credenti. O per un divorzio, o per altro vissuto prima di accettare Gesù. Altre volte è il “cilicio del mio rancore”. Qualcuno, o qualcosa, ci ha fatto profondamente male, e tutte le volte che ci ripensiamo continua a penetrare con le sue punte aguzze nella nostra carne. C'è qualche “cilicio mentale” nella tua vita? Se sei amico, se sei amica di Gesù e se, in qualche modo, ti stai portando un peso, è ora di scioglierlo. L'amore che Gesù ti ha portato di deve par agire con gioia, e non con dolore.
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lunedì 23 marzo 2020

Un posto e un tempo per ricevere Grazia quando la vita fa male

Gli ultimi quattro anni sono stati per mia moglie e per me veramente difficili con la malattia terminale della sorella di mia moglie.

Sapete come è arrivata la Grazia di Dio che ci ha aiutato “quando la vita faceva male”? Attraverso il piccolo gruppo; attraverso poche persone credenti della nostra chiesa con cui ci riunivamo una volta a settimana per parlare e pregare. Addirittura noi ne avevamo  uno in italiano e uno in inglese.

Lì siamo stati confortati, lì l'utensile ha modellato le nostre anime, lì l'infermiere ha aperto il kit di pronto soccorso per curare le nostre ferite...

Ma non abbiamo scelto  di averlo perché la nostra cara era malata, ma c'era già QUANDO è successo.

I membri del nostro piccolo gruppo hanno agito secondo quello che Salomone ha scritto in Proverbi:

“Non rifiutare un beneficio a chi vi ha diritto, quando è in tuo potere di farlo.” (Proverbi 3:37)

In un piccolo gruppo capita talvolta di essere  il metallo da modellare ed essere consolati e la prossima di essere l'utensile che modella  che porta la consolazione della Grazia.

Fai un elenco di ciò che ti ha fatto male o di ciò che ti fa male o di ciò che pensi ti farà potenzialmente male.

Io ho il mio elenco, e so che Dio ha usato  le persone del mio piccolo gruppo per portarmi la Grazia nei momenti difficili di quell'elenco, e so che Dio li userà ancora quando torneranno.

Guarda il tuo elenco: la Grazia che ti serve quando la vita fa male può arrivare direttamente da Dio... ma più spesso arriva da un figlio o da una figlia di Dio.

Se non hai un piccolo gruppo è probabile tu non abbia neppure l'utensile o il kit di pronto soccorso quando la vita fa male.

Ti incoraggio a trovare un posto, un orario, e un gruppo di persone della tua chiesa (se non vai in chiesa, trovane una) per dare e ricevere la Grazia  che serve quando la vita fa male.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)



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Gli ultimi quattro anni sono stati per mia moglie e per me veramente difficili con la malattia terminale della sorella di mia moglie. Sapete come è arrivata la Grazia di Dio che ci ha aiutato “quando la vita faceva male”? Attraverso il piccolo gruppo; attraverso poche persone credenti della nostra chiesa con cui ci riunivamo una volta a settimana per parlare e pregare. Addirittura noi ne avevamo uno in italiano e uno in inglese. Lì siamo stati confortati, lì l'utensile ha modellato le nostre anime, lì l'infermiere ha aperto il kit di pronto soccorso per curare le nostre ferite... Ma non abbiamo scelto di averlo perché la nostra cara era malata, ma c'era già QUANDO è successo. I membri del nostro piccolo gruppo hanno agito secondo quello che Salomone ha scritto in Proverbi: “Non rifiutare un beneficio a chi vi ha diritto, quando è in tuo potere di farlo.” (Proverbi 3:37) In un piccolo gruppo capita talvolta di essere il metallo da modellare ed essere consolati e la prossima di essere l'utensile che modella che porta la consolazione della Grazia. Fai un elenco di ciò che ti ha fatto male o di ciò che ti fa male o di ciò che pensi ti farà potenzialmente male. Io ho il mio elenco, e so che Dio ha usato le persone del mio piccolo gruppo per portarmi la Grazia nei momenti difficili di quell'elenco, e so che Dio li userà ancora quando torneranno. Guarda il tuo elenco: la Grazia che ti serve quando la vita fa male può arrivare direttamente da Dio... ma più spesso arriva da un figlio o da una figlia di Dio. Se non hai un piccolo gruppo è probabile tu non abbia neppure l'utensile o il kit di pronto soccorso quando la vita fa male. Ti incoraggio a trovare un posto, un orario, e un gruppo di persone della tua chiesa (se non vai in chiesa, trovane una) per dare e ricevere la Grazia che serve quando la vita fa male.
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giovedì 19 marzo 2020

Quattro lezioni che mi insegna il dolore

Ci sono quattro lezioni che Paolo ci invita a considerare quando ci troviamo nel dolore.

1) Il dolore mi rende umile

Paolo dice:

“E perché io non avessi a insuperbire... per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca...” (2 Corinzi 12:7a)

Il dolore non è voluto da Dio, ma da Satana, ma ci riporta con i piedi per terra, è una cura drastica al nostro materialismo ci fa mettere in prospettiva  cosa è davvero importante nella vita.

2) Il dolore mi ricorda che non sono un super eroe

“Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze...” (2 Corinzi 12:9b)

Il dolore ci rende deboli, bisognosi di aiuto, ricorda che i lupi solitari nella vita,  finiscono sbranati.

Abbiamo bisogno di aiuto, sempre, e lo troviamo disponibile in maniera più che abbondante nella Grazia di Dio.

3) Il dolore restituisce a Gesù il volante della mia vita 

“...affinché la potenza di Cristo riposi su di me” (2 Corinzi 12:9c)

Nel dolore Gesù è al comando della mia vita, la sua potenza, dice Paolo si “riposa”,  si posa, rimane, pesa sulle mie spalle soprattutto quando la vita fa male, soprattutto quando non vedo la via d'uscita.

4) Il dolore mi fortifica

 “... perché quando sono debole, allora sono forte.” (2 Corinzi 12: 10b)

La mia forza è nel lasciare che Dio usi la mia debolezza, per mostrare la sua potenza... allora sono realmente forte.

Pensi che sia più forte Dio o il male? Se Dio afferma che la Grazia è meglio della guarigione, se Dio afferma che la Grazia è di più della soluzione, se Dio afferma che la Grazia è la barriera che ti salva... cosa dovrei temere?.

Tutto questo è disponibile a tutti, la potenza di Cristo è disponibile a tutti, la Grazia che riempie ed è barriera è disponibile a tutti... ma...

Ma devi aver riposto la tua fede in Cristo. Lo hai fatto? Se la risposta è  no, scegli oggi di accettare quella Grazia. Se la risposta è si, vivi nella fiducia della promessa di Gesù:

“Non aver paura, piccolo gregge, perché il Padre vostro ha voluto darvi il suo regno.” (Luca 12:32 TILC).


(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)







Ci sono quattro lezioni che Paolo ci invita a considerare quando ci troviamo nel dolore. 1) Il dolore mi rende umile Paolo dice: “E perché io non avessi a insuperbire... per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca” (2 Corinzi 12:7a) Il dolore non è voluto da Dio, ma da Satana, ma ci riporta con i piedi per terra, è una cura drastica al nostro materialismo ci fa mettere in prospettiva cosa è davvero importante nella vita. 2) Il dolore mi ricorda che non sono un super eroe “Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze” (2 Corinzi 12:9b) Il dolore ci rende deboli, bisognosi di aiuto, ricorda che i lupi solitari nella vita, finiscono sbranati. Abbiamo bisogno di aiuto, sempre, e lo troviamo disponibile in maniera più che abbondante nella Grazia di Dio. 3) Il dolore restituisce a Gesù il volante della mia vita “Affinché la potenza di Cristo riposi su di me” (2 Corinzi 12:9c) Nel dolore Gesù è al comando della mia vita, la sua potenza, dice Paolo si “riposa”, si posa, rimane, pesa sulle mie spalle soprattutto quando la vita fa male, soprattutto quando non vedo la via d'uscita. 4) Il dolore mi fortifica “perché quando sono debole, allora sono forte.” (2 Corinzi 12: 10b) La mia forza è ne lasciare che Dio usi la mia debolezza, per mostrare la sua potenza... allora sono realmente forte. Pensi che sia più forte Dio o il male? Se Dio afferma che la Grazia è meglio della guarigione, se Dio afferma che la Grazia è di più della soluzione, se Dio afferma che la Grazia è la barriera che ti salva... cosa dovrei temere?. Tutto questo è disponibile a tutti, la potenza di Cristo è disponibile a tutti, la Grazia che riempie ed è barriera è disponibile a tutti... ma... Ma devi aver riposto la tua fede in Cristo. Lo hai fatto? Se la risposta è no, scegli oggi di accettare quella Grazia. Se la risposta è si, vivi nella fiducia della promessa di Gesù: “Non aver paura, piccolo gregge, perché il Padre vostro ha voluto darvi il suo regno.” (Luca 12:32 TILC).
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sabato 14 marzo 2020

Consolàti per saper consolare altri

Paolo dice:

“Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione; perché, come abbondano in noi le sofferenze di Cristo, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Perciò se siamo afflitti, è per la vostra consolazione e salvezza; se siamo consolati, è per la vostra consolazione, la quale opera efficacemente nel farvi capaci di sopportare le stesse sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri riguardi è salda, sapendo che, come siete partecipi delle sofferenze, siete anche partecipi della consolazione.” (2 Corinzi 1:3-7)

Hai notato qualche parola che si ripete? Certamente! Vediamo al prima (in realtà sono due, molto simili):

Afflizione: 3 volte  (thlipsis = schiacciare, pressare)
Sofferenze : 3 volte (pathēma = provare una sensazione dolorosa fisica/psichica)

Paolo dice che il male della vita è qualcosa che ti schiaccia verso terra che vuole farti male sia nel fisico sia nell'animo. Vediamo la seconda parola:

Consolazione :  9 volte (paraklēsis : composto da para = a fianco + kaleo = chiamare)

Paolo dice anche che quando il male della vita ti schiaccia verso terra e ti fa male, ci sarà qualcuno che sarà lì, al tuo fianco.

Paolo afferma che ANCHE nel male della vita c'è un piano di Dio.

  • Dio è IN CONTROLLO, anche quando sembra che tutto sia inutile vano, dannoso,  doloroso:  “Il Dio di ogni consolazione”,  è lui l'origine e il fine di qualsiasi cosa che possa consolare ...
  • Dio AGISCE IN TUTTI : “mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati” , é lui che agisce in Paolo, come pure nei Corinzi... e in te... e in me ...
  • Dio VIENE IN AIUTO : “il quale ci consola in ogni nostra afflizione” è lui che è pronto a sostenermi e a consolarmi ...
  • AFFINCHE'... AL FINE DI... PER RENDERE POSSIBILE CHE... “possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione”, siamo noi che diventiamo la consolazione per altri.

Un piano che è per noi, ma che va oltre noi... e comprende quelli che ci circondano.

Tu potresti dirmi: "Allora, Marco, il piano di Dio è di farmi soffrire  così che io possa imparare a consolare altri? Sto insomma andando a scuola,  Dio mi manda a scuola... ma a che prezzo!”

Ti posso rispondere:  “ Un Dio così, io non lo voglio...non ci credo... non lo seguo...” E, infatti, Dio non è così.

Nei piani di Dio il male era lontano,  relegato in un posto inaccessibile... Ma con la caduta, quel posto è stato aperto, e le sofferenze sono entrate nel mondo.

Paolo dice:

“Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte.” (1 Corinzi 15:21a)

Dio non pianifica il male, MAI! Dio vede il tuo male, e ne soffre...

Ma il Dio che conosco  e di cui Paolo mi parla, è quello che trasforma una crocifissione in una resurrezione, e aggiunge infatti.

“Così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti.” (1 Corinzi 15:21b)

Dio è il tuo consolatore, ma ti chiede di diventare anche tu un consolatore per gli altri.


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venerdì 13 marzo 2020

Io non dimenticherò te!

Il Signore ha detto ad Isaia:

“Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta, smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere? Anche se le madri dimenticassero, non io dimenticherò te.” (Isaia 49:15)

E' un paragone assurdo:  è matematicamente sicuro al 100% che una madre non può dimenticarsi  di un figlio che sta allattando.

“Bene” dice Dio “E' più probabile che ciò accada  del fatto che io mi possa dimenticare di te!”

Dove trovo speranza ed aiuto, allora?

“Ciao Marco, io sento di aver affidato la mia vita a Gesù, ma non voglio parlarne troppo, è qualcosa che riguarda la mia vita intima. Spero che tu comprenda”.

Questa frase fa parte di una breve lettera,  e non è di un credente della chiesa dove sono pastore,  né di qualcuno che mi ha scritto  dopo aver ascoltato un messaggio sul sito.

E' la lettera di una persona sofferente da tempo, a cui sono legato e a cui voglio molto bene. E' una lettera scritta alla fine dei suoi giorni terreni dopo mille sofferenze, dopo speranze e delusioni da una persona che tra poco mi lascerà... ma che sono certo rivedrò  a motivo di quelle poche parole.

La vita l'ha placcata, quando c'erano ancora molte mete da fare, ma ha trovato il motivo, il modo e la forza di rialzarsi. Sembra abbia perso, e invece è vittoriosa!

Dove ha trovato tutta la speranza?  Dove ha trovato tutto l'aiuto?

Gesù ha detto:

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Tutto è dipeso da dove li ha cercati.

Se cerchi speranza ed aiuto, cercali nel posto giusto.

Dio l'ha promesso: "Io non dimenticherò te!"



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giovedì 12 marzo 2020

Tu sei mio, tu sei mia!

La Bibbia non è un romanzo, ma è la vera vita di veri uomini e donne.

 Non c'è nessuno di questi che nella loro vita terrena non abbia sofferto; alcuni sono passati da una sofferenza all'altra senza mai uscirne.

Tutte hanno provato il male di vivere. Alcuni lo hanno sconfitto durante la loro vita, altri, come dice Ebrei, si sono addormenti nella speranza della resurrezione. E' la realtà della vita dopo la caduta.

Sebbene alcune parti possano essere lette come si fa con un romanzo, la Bibbia non lo è; è un libro di uomini e donne vere come me e come te, ma  accomunate tutte da una sola grande verità: l'amore di Dio verso i suo figli e le sue figlie.

“Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio!  Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno;  quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà,  perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo Salvatore.” (Isaia 43:1b-3)

Attento a quello che dice Dio ad Isaia: non dice  “Se dovrai attraversare le acque”, “Se dovrai camminare nel fuoco”. Dice : “Quando attraverserai le acque”

Dio è il tuo Dio non SE attraverserai le acque... ma quando. Non SE attraverserai i fiumi... ma quando. Non SE camminerai nel fuoco... ma quando.

“Accadrà, stanne certo” dice Dio, ma “nonostante tutto TU SEI MIO, TU SEI MIA! " Ecco la speranza, ecco la prospettiva eterna  che oscura il male di oggi.

“Accadrà, stanne certo” dice Dio, ma “IO SARO' ASSIEME A TE DENTRO LE ACQUE E DENTRO IL FUOCO mi bagnerò insieme a te, affogherò insieme a te, brucerò insieme a te!” 

Eccolo l'aiuto, eccolo il non affrontare da solo o da sola nulla, perché saremo sempre assieme al nostro Padre in ogni cosa! L'ha promesso: “Tu sei mio!” “Tu sei mia!”





La Bibbia non è un romanzo, ma è la vera vita di veri uomini e donne: Non c'è nessuno di questi che nella loro vita terrena non abbia sofferto; alcuni sono passati da una sofferenza all'altra senza mai uscirne. Tutte hanno provato il male di vivere. Alcuni lo hanno sconfitto durante la loro vita, altri, come dice Ebrei, si sono addormenti nella speranza della resurrezione. E' la realtà della vita dopo la caduta. Sebbene alcune parti possano essere lette come si fa con un romanzo, la Bibbia non lo è; è un libro di uomini e donne vere come me e come te, ma accomunate tutte da una sola grande verità: l'amore di Dio verso i suo figli e le sue figlie. “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà, perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo Salvatore.” (Isaia 43:1b-3) Attento a quello che dice Dio ad Isaia: non dice “Se dovrai attraversare le acque”, “Se dovrai camminare nel fuoco”. Dice : “Quando attraverserai le acque” Dio è il tuo Dio non SE attraverserai le acque... ma quando. Non SE attraverserai i fiumi... ma quando. Non SE camminerai nel fuoco... ma quando. “Accadrà, stanne certo” dice Dio, ma “nonostante tutto TU SEI MIO, TU SEI MIA! Ecco la speranza, ecco la prospettiva eterna che oscura il male di oggi. “Accadrà, stanne certo” dice Dio, ma “IO SARO' ASSIEME A TE DENTRO LE ACQUE E DENTROI IL FUOCO mi bagnerò insieme a te, affogherò insieme a te, brucerò insieme a te!” Eccolo l'aiuto, eccolo il non affrontare da solo o da sola nulla, perché saremo sempre assieme in ogni cosa: “Tu sei mio!” “Tu sei mia!”
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