“Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione; perché, come abbondano in noi le sofferenze di Cristo, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Perciò se siamo afflitti, è per la vostra consolazione e salvezza; se siamo consolati, è per la vostra consolazione, la quale opera efficacemente nel farvi capaci di sopportare le stesse sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri riguardi è salda, sapendo che, come siete partecipi delle sofferenze, siete anche partecipi della consolazione.” (2 Corinzi 1:3-7)
Hai notato qualche parola che si ripete? Certamente! Vediamo al prima (in realtà sono due, molto simili):
Afflizione: 3 volte (thlipsis = schiacciare, pressare)
Sofferenze : 3 volte (pathēma = provare una sensazione dolorosa fisica/psichica)
Paolo dice che il male della vita è qualcosa che ti schiaccia verso terra che vuole farti male sia nel fisico sia nell'animo. Vediamo la seconda parola:
Consolazione : 9 volte (paraklēsis : composto da para = a fianco + kaleo = chiamare)
Paolo dice anche che quando il male della vita ti schiaccia verso terra e ti fa male, ci sarà qualcuno che sarà lì, al tuo fianco.
Paolo afferma che ANCHE nel male della vita c'è un piano di Dio.
- Dio è IN CONTROLLO, anche quando sembra che tutto sia inutile vano, dannoso, doloroso: “Il Dio di ogni consolazione”, è lui l'origine e il fine di qualsiasi cosa che possa consolare ...
- Dio AGISCE IN TUTTI : “mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati” , é lui che agisce in Paolo, come pure nei Corinzi... e in te... e in me ...
- Dio VIENE IN AIUTO : “il quale ci consola in ogni nostra afflizione” è lui che è pronto a sostenermi e a consolarmi ...
- AFFINCHE'... AL FINE DI... PER RENDERE POSSIBILE CHE... “possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione”, siamo noi che diventiamo la consolazione per altri.
Un piano che è per noi, ma che va oltre noi... e comprende quelli che ci circondano.
Tu potresti dirmi: "Allora, Marco, il piano di Dio è di farmi soffrire così che io possa imparare a consolare altri? Sto insomma andando a scuola, Dio mi manda a scuola... ma a che prezzo!”
Ti posso rispondere: “ Un Dio così, io non lo voglio...non ci credo... non lo seguo...” E, infatti, Dio non è così.
Nei piani di Dio il male era lontano, relegato in un posto inaccessibile... Ma con la caduta, quel posto è stato aperto, e le sofferenze sono entrate nel mondo.
Paolo dice:
“Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte.” (1 Corinzi 15:21a)
Dio non pianifica il male, MAI! Dio vede il tuo male, e ne soffre...
Ma il Dio che conosco e di cui Paolo mi parla, è quello che trasforma una crocifissione in una resurrezione, e aggiunge infatti.
“Così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti.” (1 Corinzi 15:21b)
Dio è il tuo consolatore, ma ti chiede di diventare anche tu un consolatore per gli altri.








