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martedì 5 maggio 2020

Amare come il Padre ci ha amati




Quale è il luogo dove devo essere piantato o piantata?

Gesù ha detto:

“Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amato voi; dimorate nel mio amore.” (Giovanni 15:9)

L'amore è un terreno fertile: Paolo lo descrive così:

“L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.” (1 Corinzi 13:4-7)

L'amore di Gesù deve essere  la caratteristica distintiva che tutti  possono vedere in un discepolo, anche da lontano, e dire  “quella persona è piantata nell'amore di Gesù.

La gente deve guardarti è dire: “Vedi? Lui (o lei) è paziente, benevolo, non invidia, non si vanta (eccetera)... Perché lo fa? Perché è differente da tutti gli altri che conosco nel mondo?”.

In questo modo portiamo testimonianza a Dio, quando dimostriamo di dimorare nella Parola di Gesù, e possiamo dire all'altro: “Vuoi conoscere anche tu la fonte di tutto quello che io faccio?”.

La tua vita cambiata è la testimonianza di Cristo più grande che tu possa dare.

L'amore di Gesù deve essere la caratteristica distintiva che ci contraddistingue, così che da lontano gli altri possano dire: “Quella persona è piantata in Gesù”.

Quali azioni d'amore posso compiere per mostrare agli altri l'amore di Gesù?

Ci sono cose da fare, e non posso praticare tutte le caratteristiche dell'amore che descrive Paolo se sono da solo, se sono da sola; sono quelle descritte da Paolo azioni che debbo fare assieme agli altri e a favore degli altri.

Per essere piantato in Gesù devo amare come il Padre mi ha amato.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)



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Quale è il luogo dove devo essere piantato o piantata? Gesù ha detto: “Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amato voi; dimorate nel mio amore.” (Giovanni 15:9) L'amore è un terreno fertile: Paolo lo descrive così: “L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.” (1 Corinzi 13:4-7) L'amore di Gesù deve essere la caratteristica distintiva che tutti possono vedere in un discepolo, anche da lontano, e dire “quella persona è piantata nell'amore di Gesù. La gente deve guardarti è dire: “Vedi? Lui (o lei) è paziente, benevolo, non invidia, non si vanta (eccetera)... Perché lo fa? Perché è differente da tutti gli altri che conosco nel mondo?”. In questo modo portiamo testimonianza a Dio, quando dimostriamo di dimorare nella Parola di Gesù, e possiamo dire all'altro: “Vuoi conoscere anche tu la fonte di tutto quello che io faccio?”. La tua vita cambiata è la testimonianza di Cristo più grande che tu possa dare. L'amore di Gesù deve essere la caratteristica distintiva che ci contraddistingue, così che da lontano gli altri possano dire “Quella persona è piantata in Gesù”. Quali azioni d'amore posso compiere per mostrare agli altri l'amore di Gesù? Ci sono cose da fare, e non poso praticare tutte le caratteristiche dell'amore che descrive Paolo se sono da solo; sono cose che debbo fare assieme agli altri e a favore degli altri. Per essere piantato in Gesù devo amare come mi ha amato il Padre
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sabato 2 maggio 2020

Dimorare in Gesù per essere veri discepoli



Qual'è l'effetto del dimorare in Gesù? Lui afferma che è questo:

“Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.  In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli.”  (Giovanni 15:7-8)

Qui Gesù indica non solo l'effetto ma anche il metodo  e il premio  del dimorare in lui.

Quale è il metodo? “... se... le mie parole dimorano in voi...” Eccola la zolla, la buca nel terreno da cui trarre l'energia per portare frutto; la sua Parola! Ovvero: LEGGI LA BIBBIA! Leggi, memorizza, fanne parte della tua vita.

E il premio? “...domandate quello che volete e vi sarà fatto...”

Domanderemo e riceveremo  (“quello che volete” =  non c'è limitazione!  Per cui domandate  “in grande”!)

Manca l'effetto, ovvero, la cosa che rimarrà per sempre: e qui gli effetti sono due: uno più importante per Dio e uno più importante per noi: “In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto”

A chi va la gloria  quando noi portiamo frutto? Noi siamo stati creati per glorificare Dio. La parola che usa Gesù in greco è  δοξάζω - doxazō  che significa “ritornare qualcosa di molto prezioso a qualcuno”: questa è la parte più importante per Dio!

Poi c'è la parte che è più importante per noi: “così sarete miei discepoli.” Saremo discepoli veri di Gesù.

Poniti una domanda: sto dimorando in Gesù per ottenere i premi, o perché il mondo glorifichi Dio?

Per essere un vero discepolo devo dimorare in Gesù; le mie radici devono essere piantate nella sua Parola.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)



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Qual'è l'effetto del dimorare in Gesù? Lui afferma che è questo: “Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli.” (Giovanni 15:7-8) Qui Gesù indica non solo l'effetto ma anche il metodo e il premio del dimorare in lui. Quale è il metodo? “... se... le mie parole dimorano in voi...” Eccola la zolla, la buca nel terreno da cui trarre l'energia per portare frutto; la sua Parola! Ovvero: LEGGI LA BIBBIA! Leggi, memorizza, fanne parte della tua vita. E il premio? “...domandate quello che volete e vi sarà fatto...” Domanderemo e riceveremo (“quello che volete” = non c'è limitazione! Per cui domandate “in grande”!) Manca l'effetto, ovvero, la cosa che rimarrà per sempre: e qui gli effetti sono due: uno più importante per Dio e uno più importante per noi “In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto” A chi va la gloria quando noi portiamo frutto? Noi siamo stati creati per glorificare Dio. La parola che usa Gesù in greco è δοξάζω - doxazō che significa" ritornare qualcosa di molto prezioso a qualcuno”: questa è la parte più importante per Dio! Poi c'è la parte che è più importante per noi: “così sarete miei discepoli.” Saremo discepoli veri di Gesù. Poniti una domanda: sto dimorando in Gesù per ottenere i premi, o perché il mondo glorifichi Dio? Per essere un vero discepolo devo dimorare in Gesù.
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giovedì 30 aprile 2020

Il mio scopo è portare frutto a Cristo



Perché debbo dimorare in Gesù?  Qual'è lo scopo?

Gesù ha detto:

“Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano.” (Giovanni 15:5-6)

Lo scopo di ogni credente e di ogni chiesa non è quello di portare  più persone possibili in un locale, ma di portare frutto a Gesù.

Lo scopo non è il nostro compiacimento di vedere una sala piena, o di vantarci di aver convertito un gran numero di persone, ma quello di vedere altri  che accettano Gesù... anche se non faranno mai parte della nostra chiesa, anche se non li vedremo mai più durante la nostra vita terrena.

Se siamo piantati nel suolo di Gesù  il frutto che portiamo è abbondante.

Immaginatevi un tralcio: io posso sforzarmi quanto voglia, posso forse appenderci dei frutti sopra... ma non produrrà mai alcun un frutto s e non è attaccato alla vite.

Avete mai sentito dire: “guarda che bel grappolo ha prodotto questo tralcio!”? No di certo! Ma hai  sentito dire “guarda che bei grappoli ha prodotto quella vite!”.

Il tralcio da solo è legno morto, lo si butta via e ci si fa un falò; non è buono neppure per essere messo da parte, lo si brucia direttamente su un fuoco già acceso.

Ma il tralcio attaccato alla vite è lo strumento tramite cui la vite  reca al mondo i suoi frutti.

Per quante ore il tralcio  deve essere attaccato alla vite  per portare frutto? Quante ore ha di libera uscita per staccarsi e andare  a passeggiare da solo?

Il problema è che molti credenti pensano di essere mobili dell'Ikea, che si smontano e si rimontano a piacimento. “Adesso mi stacco un po' dalla vite, faccio un po' gli affari miei,  vedo un po' di mondo intorno... e poi mi “rimonto” sulla vite”.

Basta un minuto lontano dalla vite  e il tralcio si secca

Cosa debbo cambiare nella mia vita per essere attaccato costantemente alla vite?

Il mio compito è portare frutto a Cristo.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)





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Perché debbo dimorare in Gesù? Qual'è lo scopo? Gesù ha detto: “Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano.” (Giovanni 15:5-6) Lo scopo di ogni credente e di ogni chiesa non è quello di portare più persone possibili in un locale, ma di portare frutto a Gesù. Lo scopo non è il nostro compiacimento di vedere una sala piena, o di vantarci di aver convertito un gran numero di persone, ma quello di vedere altri che accettano Gesù... anche se non faranno mai parte della nostra chiesa, anche se non li vedremo mai più durante la nostra vita terrena. Se siamo piantati nel suolo di Gesù il frutto che portiamo è abbondante. Immaginatevi un tralcio: io posso sforzarmi quanto voglia, posso forse appenderci dei frutti sopra... ma non produrrà mai alcun un frutto s e non è attaccato alla vite. Avete mai sentito dire: “guarda che bel grappolo ha prodotto questo tralcio!”? No di certo! Ma hai sentito dire “guarda che bei grappoli ha prodotto quella vite!”. Il tralcio da solo è legno morto, lo si butta via e ci si fa un falò; non è buono neppure per essere messo da parte, lo si brucia direttamente su un fuoco già acceso. Ma il tralcio attaccato alla vite è lo strumento tramite cui la vite reca al mondo i suoi frutti. Per quante ore il tralcio deve essere attaccato alla vite per portare frutto? Quante ore ha di libera uscita per staccarsi e andare a passeggiare da solo? Il problema è che molti credenti pensano di essere mobili dell'Ikea, che si smontano e si rimontano a piacimento. “Adesso mi stacco un po' dalla vite, faccio un po' gli affari miei, vedo un po' di mondo intorno... e poi mi “rimonto” sulla vite”. Basta un minuto lontano dalla vite e il tralcio si secca Cosa debbo cambiare nella mia vita per essere attaccato costantemente alla vite? Il mio compito è portare frutto a Cristo.
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mercoledì 29 aprile 2020

Essere piantati in Gesù per portare frutto



Gesù afferma di noi:

“Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. “ (Giovanni 15:4)

In italiano “dimorare” significa “abitare dentro una casa”.

Infatti la maggior parte dei commentari a questo brano mette in evidenza che Gesù ci sta chiamando ad “abitare in lui così lui abiterà in noi”.

Il che è giusto; se  vivo quotidianamente con Gesù ,  se riposo con Gesù ,  se mi nutro attraverso Gesù,  se mi vesto di Gesù ogni mattina, se cresco in miei figli in Gesù,  allora Gesù stesso  verrà ad abitare stabilmente in me.

Ma il brano parla di “frutto”; una casa, per quanto bella sia non ne produrrà mai.

In italiano “dimorare” significa anche “essere piantato”.

Gesù non è solamente un “luogo” dove crescere, ma soprattutto un “terreno” un suolo, una zolla di terra dove essere messo “a dimora” per portare, come ogni pianta fa un frutto.

Se Gesù diviene il suolo fertile e definitivo da cui non verrò mai più mosso,  in cui essere piantato,  se avrò sole e ombra,  nutrimento, acqua in Gesù,  allora l'albero della mia vita  darà frutto.

Tu potresti chiedermi: “Marco, ma quale è la differenza tra abitare con Gesù e essere piantati in Gesù? A me sembra la stessa cosa!” Guardate quello che dice Gesù:

“Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me.” (v.4)

Molti “abitano” assieme a Gesù: si muovono nelle sue stanze, lo conoscono, e sanno quello che dice: è buono, molto buono questo.

Ma qui Gesù dice una cosa diversa:, finché non assorbo il suo nutrimento,  è impossibile che porti frutto. La cosa importante non è la conoscenza  ma l'assorbimento della sua Parola.

Gesù parla di “frutto”,  non di “frutti”: Quale è il frutto?  Paolo in Galati 5:22  usando la medesima parola dice così

“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo.”  (Galati 5:22)


Se sono piantato in Gesù, non porterò o pace, o gioia, o amore eccetera... ma porterò tutto quello che dice Paolo assieme!

Poniti questa domanda: “Cosa debbo “fare per “essere piantato” in Gesù? Cosa debbo smettere di fare, o cosa debbo iniziare a fare per assorbire il nutrimento che deriva dalla sua Parola?

Per portare frutto debbo essere piantato in Cristo.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)




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Gesù afferma di noi: “Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. “ (Giovanni 15:4) In italiano “dimorare” significa “abitare dentro una casa”. Infatti la maggior parte dei commentari a questo brano mette in evidenza che Gesù ci sta chiamando ad “abitare in lui così lui abiterà in noi”. Il che è giusto; se vivo quotidianamente con Gesù , se riposo con Gesù , se mi nutro attraverso Gesù, se mi vesto di Gesù ogni mattina, se cresco in miei figli in Gesù, allora Gesù stesso verrà ad abitare stabilmente in me. Ma il brano parla di “frutto”; una casa, per quanto bella sia non ne produrrà mai. Ma in italiano “dimorare” significa anche “essere piantato”. Gesù non è solamente un “luogo” dove crescere, ma soprattutto un “terreno” un suolo, una zolla di terra dove essere messo “a dimora” per portare, come ogni pianta fa un frutto. Se Gesù diviene il suolo fertile e definitivo, da cui non verrò mai più mosso, in cui essere piantato se avrò sole e ombra, nutrimento, acqua in Gesù, allora l'albero della mia vita darà frutto. Tu potresti chiedermi: “Marco, ma quale è la differenza tra abitare con Gesù e essere piantati in Gesù? A me sembra la stessa cosa!” Guardate quello che dice Gesù: “Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me.” (v.4) Molti “abitano” assieme a Gesù: si muovono nelle sue stanze, lo conoscono, e sanno quello che dice: è buono, molto buono questo. che porti frutto. La cosa importante non è la conoscenza ma l'assorbimento della sua parola. Gesù parla di “frutto”, non di “frutti”: Quale è il frutto? Paolo in Galati 5:22 usando la medesima parola dice così “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo.” (Galati 5:22) Poniti questa domanda: “Cosa debbo “fare per “essere piantato” in Gesù?
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lunedì 27 aprile 2020

Dimorare nell'amore porta frutti all'amore



Gesù afferma:

“...e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga...” (Giovanni 15:6)

Perché ci ha scelti? Giovanni scrive le parole di Gesù usando due verbi in greco: “hypagō”, che significa sì andare... ma “andare”... partire... muoversi per andare lontano,  e “pherō”, che significa portare... ma portare qualcosa pesante, qualcosa che dei mettere tutte e due le braccia.

Questa cosa la dirà ai discepoli  anche pochi minuti prima di tornare al Padre;

“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,  insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. (Matteo 28:19-20)

E' il “Grande Mandato”. Il fine è il “portare frutti” ovvero altri discepoli, altri come te e me che obbediscano al comandamento nuovo, quello dell'amore, così da togliere loro il cilicio che la vita gli ha imposto.

Ma Gesù usa anche un altro verbo: “menō”,  qui è tradotto con “rimangano”. Sapete dove ha usato lo stesso verbo? Adesso ve lo mostro:

“Dimorate in me, e io dimorerò in voi.” (Giovanni 15:4)

Dimorare in Gesù, e “frutti che rimangano”. Di quale frutti sta parlando? Di frutti temporanei,  o stagionali,  o di frutti perenni?

Gesù vuole frutti che che “dimorino in eterno” che non finiscano mai...Questo significa portare altri alla salvezza.

Se tu ami con l'amore con cui sei stato amato, sei stata amata, allora il tuo amore porterà dei frutti che rimangono, dei frutti eterni: porterà altri alla salvezza.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)



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Gesù afferma: “...e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga...” (Giovanni 15:6) Perché ci ha scelti? Giovanni scrive le parole di Gesù usando due verbi in greco: “hypagō”, che significa sì andare... ma “andare”... partire... muoversi per andare lontano, e “pherō”, che significa portare... ma portare qualcosa pesante, qualcosa che dei mettere tutte e due le braccia. Questa cosa la dirà ai discepoli anche pochi minuti prima di tornare al Padre; “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. (Matteo 28:19-20) E' il “Grande Mandato”. Il fine è il “portare frutti” ovvero altri discepoli, altri come te e me che obbediscano al comandamento nuovo, quello dell'amore, così da togliere loro il cilicio che la vita gli ha imposto. Ma Gesù usa anche un altro verbo: “menō”, qui è tradotto con “rimangano”. Sapete dove ha usato lo stesso verbo? Adesso ve lo mostro: “Dimorate in me, e io dimorerò in voi.” (Giovanni 15:4) Dimorare in Gesù, e “frutti che rimangano”. Di quale frutti sta parlando? Di frutti temporanei, o stagionali, o di frutti “perenni”? Gesù vuole frutti che che “dimorino in eterno” che non finiscano mai...Questo significa portare altri alla salvezza. Se tu ami con l'amore con cui sei stato amato, sei stata amata, allora il tuo amore porterà dei frutti che rimangono, dei frutti eterni: porterà altri alla salvezza.
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