Gesù stesso ci da un esempio di come siamo fatti noi, uomini e donne nella famosa parabola che qualcuno (non Gesù) ha deciso di chiamare “Il figliol prodigo”. Gesù racconta una storia di un'eredità anticipata; il figlio che chiede al padre i soldi il padre lo accontenta, il figlio se ne va.
Ma si sa, “Soldi non faticati finiscono prima di essere usati”. Gesù dice che, a un certo punto, dopo aver provato la fame il figlio “rientrato in se” capì lo sbaglio, prese la strada per tornare a casa, e lungo la strada fece tutto un progetto per come chiedere scusa. Senza sapere che, a casa, il padre non vedeva l'ora di riabbracciarlo di perdonarlo, e di riaverlo come figlio:
“Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò.... Ma il padre disse ai suoi servi: “Presto, portate qui la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato” “ (Luca 15:20b, 23-24)
Gli mise scarpe nuove, lo vestì col vestito più bello, e gli diede l'anello che simboleggiava l 'appartenenza alla famiglia. Gli restituì dignità, identità, autorità.
Chi è prodigo? Il figlio ... o il padre?
Gesù non ha intitolato la storia “Il figliol prodigo”, perché in realtà “prodigo” in italiano non significava “essere spendaccione”, ma, dal latino “pro-agere”= spingere avanti” significa “donare con molta larghezza, dare tutto se stesso per aiutare gli altri”. Fu l'errore di un tipografo francese, che nel 1551, per ammazzare il tempo durante un lungo viaggio in carrozza da Lione a Parigi, decise di mettere i numeri e titoli.
Nella storia, chi è che “dona tutto se stesso” chi è il “prodigo”? Non è certo il figlio, che prende sia la prima che la seconda volta. Ma il padre, perché “dona con molta larghezza”, la prima volta con tristezza la seconda volta con gioia, e “da tutto se stesso per aiutare il figlio”... che non se lo sarebbe proprio meritato. Il Padre è prodigo, che rende TUTTO quello che aveva dato la prima volta al figlio!
Gesù stesso che ci da un esempio di come siamo fatti noi, nella famosa parabola che qualcuno (non Gesù) ha deciso di chiamare “Il figliol prodigo”. Gesù racconta una storia di un'eredità anticipata; il figlio che chiede al padre i soldi il padre lo accontenta, il figlio se ne va. Ma si sa, “Soldi non faticati finiscono prima di essere usati”. Gesù dice che, a un certo punto, dopo aver provato la fame il figlio “rientrato in se” capì lo sbaglio, prese la strada per tornare a casa, e lungo la strada fece tutto un progetto per come chiedere scusa. Senza sapere che, a casa, il padre non vedeva l'ora di riabbracciarlo di perdonarlo, e di riaverlo come figlio: “Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò.... Ma il padre disse ai suoi servi: “Presto, portate qui la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; 23 portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato” “ (Luca 15:20b, 23-24) Gli mise scarpe nuove, lo vestì col vestito più bello, e gli diede l'anello che simboleggiava l 'appartenenza alla famiglia. Gli restituì dignità, identità, autorità. Chi è prodigo? Il figlio ... o il padre? Gesù non ha intitolato la storia “Il figliol prodigo”, perché in realtà “prodigo” in italiano non significava “essere spendaccione”, ma, dal latino “pro-agere”= spingere avanti” significa “donare con molta larghezza, dare tutto se stesso per aiutare gli altri”. Fu l'errore di un tipografo francese, che nel 1551, per ammazzare il tempo durante un lungo viaggio in carrozza da Lione a Parigi, decise di mettere i numeri e titoli. Nella storia, chi è che “dona tutto se stesso” chi è il “prodigo”? Non è certo il figlio, che prende sia la prima che la seconda volta. Ma il padre, perché “dona con molta larghezza”, la prima volta con tristezza la seconda volta con gioia, e “da tutto se stesso per aiutare il figlio”... che non se lo sarebbe proprio meritato. Il Padre è prodigo, che rende TUTTO quello che aveva dato la prima volta al figlio!