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giovedì 7 maggio 2020

Essere un ripetitore dell'amore di Cristo



Come posso dimorare nell'amore di Gesù?

Gesù afferma:

“Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore.” (Giovanni 15: 10)

“Si Marco, tutto bello.. ma PRATICAMENTE, come faccio a dimorare, ad essere piantato, ad essere piantata in Gesù?” Ce lo indica al v. 12:

"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. (Giovanni 15:12)

Una volta chiesero a Gesù  quale fosse il comandamento più importante, e lui rispose dicendone due:

“Ama il Signore Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la mente” (Matteo 22:37)

“Ama il prossimo tuo come te stesso” (Matteo 22:38)

Quello che ti chiede Gesù è di essere una sorta di “ripetitore” del suo amore; come tu sei stato amato, sei stata amata da lui, così tu devi amare il tuo prossimo.

“Come il Padre mi ha amato,... così anch'io ho amato voi ...Ama il prossimo tuo come te stesso”

Per dimorare in Gesù devo essere il “ripetitore” dell'amore di Dio che ho ricevuto attraverso Gesù

Poniti la domanda: “Sono un buon “ripetitore” dell'amore di Dio verso gli altri?”

Gesù, poco prima nel brano di Giovanni,  aveva detto che saremmo stati odiati e perseguitati, aveva spiegato che lo aveva fatto affinché non fossimo turbati, e ci aveva ripetuto che non dovevamo preoccuparci perché lui aveva già vinto per noi il mondo.

Ora ci dice qualcosa che ci porta gioia:

“Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. (Giovanni 15:11)

Che tipo di gioia ha Gesù? Lo scrittore di Ebrei la descrive così:

“Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l'infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.” (Ebrei 12:2b)

E' una gioia  che ci fa vedere oltre l'ostacolo E' una gioia  che ci fa sedere assieme al nostro Padre.

Vuoi questo tipo di gioia?

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)




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Come posso dimorare nell'amore di Gesù? Gesù afferma: “Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore.” (Giovanni 15: 10) “Si Marco, tutto bello.. ma PRATICAMENTE, come faccio a dimorare, ad essere piantato, ad essere piantata in Gesù?” Ce lo indica al v. 12 "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. (Giovanni 15:12) Una volta chiesero a Gesù quale fosse il comandamento più importante, e lui rispose dicendone due: “Ama il Signore Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la mente” (Matteo 22:37) “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Matteo 22:38) Quello che ti chiede Gesù è di essere una sorta di “ripetitore” del suo amore; come tu sei stato amato, sei stata amata da lui, così tu devi amare il tuo prossimo. “Come il Padre mi ha amato,... così anch'io ho amato voi ...Ama il prossimo tuo come te stesso” Per dimorare in Gesù devo essere il “ripetitore” dell'amore di Dio che ho ricevuto attraverso Gesù Poniti la domanda: “Sono un buon “ripetitore” dell'amore di Dio verso gli altri?” Gesù, poco prima nel brano di Giovanni, aveva detto che saremmo stati odiati e perseguitati, aveva spiegato che lo aveva fatto affinché non fossimo turbati, e ci aveva ripetuto che non dovevamo preoccuparci perché lui aveva già vinto per noi il mondo. Ora ci dice qualcosa che ci porta gioia: “Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. (Giovanni 15:11) Che tipo di gioia ha Gesù? Lo scrittore di Ebrei la descrive così: “Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l'infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.” (Ebrei 12:2b) E' una gioia che ci fa vedere oltre l'ostacolo E' una gioia che ci fa sedere assieme al nostro Padre. Vuoi questo tipo di gioia? “Dimorate in me, e io dimorerò in voi.
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martedì 5 maggio 2020

Amare come il Padre ci ha amati




Quale è il luogo dove devo essere piantato o piantata?

Gesù ha detto:

“Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amato voi; dimorate nel mio amore.” (Giovanni 15:9)

L'amore è un terreno fertile: Paolo lo descrive così:

“L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.” (1 Corinzi 13:4-7)

L'amore di Gesù deve essere  la caratteristica distintiva che tutti  possono vedere in un discepolo, anche da lontano, e dire  “quella persona è piantata nell'amore di Gesù.

La gente deve guardarti è dire: “Vedi? Lui (o lei) è paziente, benevolo, non invidia, non si vanta (eccetera)... Perché lo fa? Perché è differente da tutti gli altri che conosco nel mondo?”.

In questo modo portiamo testimonianza a Dio, quando dimostriamo di dimorare nella Parola di Gesù, e possiamo dire all'altro: “Vuoi conoscere anche tu la fonte di tutto quello che io faccio?”.

La tua vita cambiata è la testimonianza di Cristo più grande che tu possa dare.

L'amore di Gesù deve essere la caratteristica distintiva che ci contraddistingue, così che da lontano gli altri possano dire: “Quella persona è piantata in Gesù”.

Quali azioni d'amore posso compiere per mostrare agli altri l'amore di Gesù?

Ci sono cose da fare, e non posso praticare tutte le caratteristiche dell'amore che descrive Paolo se sono da solo, se sono da sola; sono quelle descritte da Paolo azioni che debbo fare assieme agli altri e a favore degli altri.

Per essere piantato in Gesù devo amare come il Padre mi ha amato.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)



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Quale è il luogo dove devo essere piantato o piantata? Gesù ha detto: “Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amato voi; dimorate nel mio amore.” (Giovanni 15:9) L'amore è un terreno fertile: Paolo lo descrive così: “L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.” (1 Corinzi 13:4-7) L'amore di Gesù deve essere la caratteristica distintiva che tutti possono vedere in un discepolo, anche da lontano, e dire “quella persona è piantata nell'amore di Gesù. La gente deve guardarti è dire: “Vedi? Lui (o lei) è paziente, benevolo, non invidia, non si vanta (eccetera)... Perché lo fa? Perché è differente da tutti gli altri che conosco nel mondo?”. In questo modo portiamo testimonianza a Dio, quando dimostriamo di dimorare nella Parola di Gesù, e possiamo dire all'altro: “Vuoi conoscere anche tu la fonte di tutto quello che io faccio?”. La tua vita cambiata è la testimonianza di Cristo più grande che tu possa dare. L'amore di Gesù deve essere la caratteristica distintiva che ci contraddistingue, così che da lontano gli altri possano dire “Quella persona è piantata in Gesù”. Quali azioni d'amore posso compiere per mostrare agli altri l'amore di Gesù? Ci sono cose da fare, e non poso praticare tutte le caratteristiche dell'amore che descrive Paolo se sono da solo; sono cose che debbo fare assieme agli altri e a favore degli altri. Per essere piantato in Gesù devo amare come mi ha amato il Padre
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martedì 28 aprile 2020

L'amore è il traguardo, Gesù è la via



“Gesù ha detto:

“... affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.” (Giovanni 15:16)

C'è un premio a tutto l'amore che Gesù mi chiede di dare? Lui dice di si... e è anche bello grande.

Mettere l'altro per primo, servire, ascoltare il Padre, portare altri alla salvezza, ci restituisce un rapporto intimo  col nostro Padre,  il quale ci esaudisce.

Se tu sei genitore,  sai cosa significhi la gioia di dare ai tuoi figli quello che più desiderano.

Ti ricordi i loro occhi estasiati quando aprivano il pacco a Natale, o al compleanno, e scoprivano che là dentro c'era proprio la cosa che desideravano tanto?

E, se sei genitore, sai anche che gran dolore era non poterglielo dare quando erano stati assolutamente disobbedienti, quando ti avevano fatto arrabbiare, quando avevano fatto di testa loro.

Tu avresti voluto... ma non potevi perché sai che non gli avrebbe fatto bene, non sarebbero cresciuti “dritti”, ma “storti”.

Sai perché provi quei sentimenti? Perché te li ha messi dentro colui che ne è l'origine. Dio è questo tipo di amore, Dio vuole premiarti in maniera assolutamente sovrabbondante rispetto ai tuoi meriti... Basta che tu risponda al comandamento dell'amore.

L'amore mi rende gradito al Padre.

“Ma, allora, se “faccio del bene” posso avere questo rapporto col Padre? Se le faccio, come dice Gesù, sono apposto?”

Ci sono tanti atei, c he hanno fatto cose stupende per gli uomini, spesso cose più grandi di persone che hanno dedicato la loro vita a Dio.

Vorrei poterti rispondere di si... Ci sono tante persone stupende che vorrei ritrovare un giorno...
ma purtroppo devo rispondere in un altro modo. “No. Non basta”

Non puoi passare nella “stanza del Padre”  se prima non sei passato per la “porta Gesù”, se prima non hai camminato sulla Via di Gesù:

“Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6)

L'amore è il traguardo Gesù è la porta  e la via.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)


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“Gesù ha detto: “... affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.” (Giovanni 15:16) C'è un premio a tutto l'amore che Gesù mi chiede di dare? Lui dice di si... e è anche bello grande. Mettere l'altro per primo, servire, ascoltare il Padre, portare altri alla salvezza, ci restituisce un rapporto intimo col nostro Padre, il quale ci esaudisce. Se tu sei genitore, sai cosa significhi la gioia di dare ai tuoi figli quello che più desiderano. Ti ricordi i loro occhi estasiati quando aprivano il pacco a Natale, o al compleanno, e scoprivano che là dentro c'era proprio la cosa che desideravano tanto? E, se sei genitore, sai anche che gran dolore era non poterglielo dare quando erano stati assolutamente disobbedienti, quando ti avevano fatto arrabbiare, quando avevano fatto di testa loro. Tu avresti voluto... ma non potevi perché sai che non gli avrebbe fatto bene, non sarebbero cresciuti “dritti”, ma “storti”. Sai perché provi quei sentimenti? Perché te li ha messi dentro colui che ne è l'origine. Dio è questo tipo di amore, Dio vuole premiarti in maniera assolutamente sovrabbondante rispetto ai tuoi meriti... Basta che tu risponda al comandamento dell'amore. L'amore mi rende gradito al Padre “Ma, allora, se “faccio del bene” posso avere questo rapporto col Padre? Se le faccio, come dice Gesù, sono apposto?” Ci sono tanti atei, c he hanno fatto cose stupende per gli uomini, spesso cose più grandi di persone che hanno dedicato la loro vita a Dio. Vorrei poterti rispondere di si... Ci sono tante persone stupende che vorrei ritrovare un giorno... ma purtroppo devo rispondere in un altro modo. “No. Non basta” Non puoi passare nella “stanza del Padre” se prima non sei passato per la “porta Gesù”, se prima non hai camminato sulla Via di Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6) L'amore è il traguardo Gesù è la porta e la via
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lunedì 27 aprile 2020

Dimorare nell'amore porta frutti all'amore



Gesù afferma:

“...e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga...” (Giovanni 15:6)

Perché ci ha scelti? Giovanni scrive le parole di Gesù usando due verbi in greco: “hypagō”, che significa sì andare... ma “andare”... partire... muoversi per andare lontano,  e “pherō”, che significa portare... ma portare qualcosa pesante, qualcosa che dei mettere tutte e due le braccia.

Questa cosa la dirà ai discepoli  anche pochi minuti prima di tornare al Padre;

“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,  insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. (Matteo 28:19-20)

E' il “Grande Mandato”. Il fine è il “portare frutti” ovvero altri discepoli, altri come te e me che obbediscano al comandamento nuovo, quello dell'amore, così da togliere loro il cilicio che la vita gli ha imposto.

Ma Gesù usa anche un altro verbo: “menō”,  qui è tradotto con “rimangano”. Sapete dove ha usato lo stesso verbo? Adesso ve lo mostro:

“Dimorate in me, e io dimorerò in voi.” (Giovanni 15:4)

Dimorare in Gesù, e “frutti che rimangano”. Di quale frutti sta parlando? Di frutti temporanei,  o stagionali,  o di frutti perenni?

Gesù vuole frutti che che “dimorino in eterno” che non finiscano mai...Questo significa portare altri alla salvezza.

Se tu ami con l'amore con cui sei stato amato, sei stata amata, allora il tuo amore porterà dei frutti che rimangono, dei frutti eterni: porterà altri alla salvezza.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)



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Gesù afferma: “...e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga...” (Giovanni 15:6) Perché ci ha scelti? Giovanni scrive le parole di Gesù usando due verbi in greco: “hypagō”, che significa sì andare... ma “andare”... partire... muoversi per andare lontano, e “pherō”, che significa portare... ma portare qualcosa pesante, qualcosa che dei mettere tutte e due le braccia. Questa cosa la dirà ai discepoli anche pochi minuti prima di tornare al Padre; “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. (Matteo 28:19-20) E' il “Grande Mandato”. Il fine è il “portare frutti” ovvero altri discepoli, altri come te e me che obbediscano al comandamento nuovo, quello dell'amore, così da togliere loro il cilicio che la vita gli ha imposto. Ma Gesù usa anche un altro verbo: “menō”, qui è tradotto con “rimangano”. Sapete dove ha usato lo stesso verbo? Adesso ve lo mostro: “Dimorate in me, e io dimorerò in voi.” (Giovanni 15:4) Dimorare in Gesù, e “frutti che rimangano”. Di quale frutti sta parlando? Di frutti temporanei, o stagionali, o di frutti “perenni”? Gesù vuole frutti che che “dimorino in eterno” che non finiscano mai...Questo significa portare altri alla salvezza. Se tu ami con l'amore con cui sei stato amato, sei stata amata, allora il tuo amore porterà dei frutti che rimangono, dei frutti eterni: porterà altri alla salvezza.
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venerdì 24 aprile 2020

L'amore scioglie il mio dolore


Hai mai sentito parlare di uno strumento chiamato “cilicio”? E' fatto di metallo con terminali appuntiti che stretto intorno a una parte del corpo serve per “auto-infliggersi” una punizione.

In realtà, nella Bibbia, il “cilicio” era una un sacco o una pelle, un vestito umile, che alcuni portavano per umiliarsi davanti a Dio e invocare il suo perdono o il suo aiuto.

Ma quello era il Dio dell'Antico Testamento prima del Nuovo Patto sottoscritto grazie a Gesù.

Poi, nel Medio Evo, una parte della chiesa lo “modificò” e divenne uno strumento per auto-infliggersi male per espiare le proprie colpe.

Tu potresti chiedermi: “Perché”? Perché alcuni non hanno capito il Salmo 30:

“Tu hai mutato il mio dolore in danza; hai sciolto il mio cilicio e mi hai rivestito di gioia,  perché io possa salmeggiare a te, senza mai tacere.” (Salmo 30:11-12a)

Il Salmo 30 è stato intitolato da qualcuno: “Espressioni di lode per la liberazione”.

Perché è stato inventato il cilicio? Perché c'è chi lo usa ancora? Perché non hanno compreso che Gesù ci chiama “amici”, che ci ha fatto conoscere il Padre, che ci ha liberato una volta... e PER SEMRE!

Purtroppo molti credenti  continuano ad indossarlo ogni giorno; no, non parlo di quello di metallo, ma di un “cilicio mentale”.

Per alcuni è il “cilicio del mio passato”. Molti continuano ad “auto-punirsi” per gli sbagli fatti nel passato; ho conosciuto donne  che continuavano ad auto-punirsi per un aborto fatto  quando non erano ancora credenti. O per un divorzio, o per altro vissuto prima di accettare Gesù.

Altre volte è il “cilicio del mio rancore”. Qualcuno, o qualcosa, ci ha fatto profondamente male, e tutte le volte che ci ripensiamo continua a penetrare con le sue punte aguzze nella nostra carne.

C'è qualche “cilicio mentale” nella tua vita? Se sei amico, se sei amica di Gesù e se, in qualche modo,  ti stai portando un peso, è ora di scioglierlo.

Come ti sentiresti, se avessi vissuto con una di quelle cose di metallo e qualcuno fosse venuto a toglierlo e a buttarlo via per sempre così che non potrà mai più farti male?

Io proverei gioia, sapendo che non proverò mai più quel dolore. Le mie giornate cambierebbero, non penserei più al male ad ogni passo, e agirei con più gioia nella mia vita.

Gesù è venuto a sciogliere il tuo cilicio, è venuto a chiamarti “amico, amica”, per farti vivere nella gioia.

 Il suo amore ti fa agire con gioia.

Il suo amore ha sciolto il tuo cilicio... per sempre!

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)



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Hai mai sentito parlare di uno strumento chiamato “cilicio”? E' fatto di metallo con terminali appuntiti che stretto intorno a una parte del corpo serve per “auto-infliggersi” una punizione. In realtà, nella Bibbia, il “cilicio” era una un sacco o una pelle, un vestito umile, che alcuni portavano per umiliarsi davanti a Dio e invocare il suo perdono o il suo aiuto. Ma quello era il Dio dell'Antico Testamento prima del Nuovo Patto sottoscritto grazie a Gesù. Poi, nel Medio Evo, una parte della chiesa lo “modificò” e divenneuno strumento per auto-infliggersi male per espiare le proprie colpe. Tu potresti chiedermi: “Perché”? Perché alcuni non hanno capito il Salmo 30: “Tu hai mutato il mio dolore in danza; hai sciolto il mio cilicio e mi hai rivestito di gioia, perché io possa salmeggiare a te, senza mai tacere.” (Salmo 30:11-12a) Il Salmo 30 è stato intitolato da qualcuno: “Espressioni di lode per la liberazione”. Perché è stato inventato il cilicio? Perché c'è chi lo usa ancora? Perché non hanno compreso che Gesù ci chiama “amici”, che ci ha fatto conoscere il Padre, che ci ha liberato una volta... e PER SEMRE! Purtroppo molti credenti continuano ad indossarlo ogni giorno; no, non parlo di quello di metallo, ma di un “cilicio mentale”. Per alcuni è il “cilicio del mio passato”. Molti continuano ad “auto-punirsi” per gli sbagli fatti nel passato; ho conosciuto donne che continuavano ad auto-punirsi per un aborto fatto quando non erano ancora credenti. O per un divorzio, o per altro vissuto prima di accettare Gesù. Altre volte è il “cilicio del mio rancore”. Qualcuno, o qualcosa, ci ha fatto profondamente male, e tutte le volte che ci ripensiamo continua a penetrare con le sue punte aguzze nella nostra carne. C'è qualche “cilicio mentale” nella tua vita? Se sei amico, se sei amica di Gesù e se, in qualche modo, ti stai portando un peso, è ora di scioglierlo. L'amore che Gesù ti ha portato di deve par agire con gioia, e non con dolore.
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giovedì 23 aprile 2020

Amare è fare le cose che Gesù mi comanda



Gesù ha detto:

“Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore.” (Giovanni 15:15)

Come deve essere questo “servizio”? Come quello di un “servo”? Obbedisco e basta?

Gesù ti dice: “Tu non sei un servo, che deve obbedire senza capire. Ma io sono venuto per spiegarti il fine della tua obbedienza, per indicarti il limite dell'obbedire, che è, appunto, l'amore.”

Ti dice: “Tu non sei più servo: lo sei stato, sotto la Legge.” ; noi dovevamo servire, sacrificare sugli altari, con la speranza di placare l'ira del Padre per i nostri peccati. Sarebbe stato difficile, se non impossibile pensare che il sangue di una bestia sacrificata potesse lavare via tutte le mie nefandezze.

Se non ci fosse stato Cristo, noi saremmo ancora schiavi della Legge. Ma, ringraziando Dio, Gesù è davvero venuto a coprire tutte le nostre mancanze.

Ora non sei più sotto la Legge...  ma sotto la Grazia. Non più schiavo della Legge di Dio, ma amico di Dio attraverso la Legge dell'amore che Gesù mi comanda.

Il vero amore ci rende liberi; le azioni d'amore verso il nostro prossimo sono quelle per cui noi possiamo essere liberi. ma... C'è un ma:

“Se sapete queste cose, siete beati se le fate.” (Giovanni 13:17)

Beati significa, semplicemente, felici; e la libertà crea felicità. Ma non sarai libero, non sarai libera solo perché sai le cose che Gesù ci chiede, ma se le fai.

Il limite dell'amore che Gesù ti da è un limite reale e non mentale, affinché tu lo  metta in pratica nel mondo reale.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)


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Gesù ha detto: “Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore.” (Giovanni 15:15) Come deve essere questo “servizio”? Come quello di un “servo”? Obbedisco e basta? Gesù ti dice: “Tu non sei un servo, che deve obbedire senza capire. Ma io sono venuto per spiegarti il fine della tua obbedienza, per indicarti il limite dell'obbedire, che è, appunto, l'amore.” Ti dice: “Tu non sei più servo: lo sei stato, sotto la Legge.” ; noi dovevamo servire, sacrificare sugli altari, con la speranza di placare l'ira del Padre per i nostri peccati . Sarebbe stato difficile, se non impossibile Se non ci fosse stato Cristo, noi saremmo ancora schiavi della Legge. Ma, ringraziando Dio, Gesù è davvero venuto a coprire tutte le nostre mancanze. Ma ora non sei più sotto la Legge... ma sotto la Grazia. Non più schiavo della Legge di Dio ma amico di Dio attraverso la Legge dell'amore che Gesù mi comanda. Il vero 'amore ci rende liberi; le azioni d'amore verso il nostro prossimo sono quelle per cui noi possiamo essere liberi. ma... C'è un ma: “Se sapete queste cose, siete beati se le fate.” (Giovanni 13:17) Beati significa, semplicemente, felici; e la liberà crea felicità. Ma non sarai libero, non sarai libera solo se sai le cose che Gesù ci chiede, ma se le fai. Il limite dell'amore che Gesù ti da è un limite reale e non mentale, affinché tu lo metta in pratica nel mondo reale.
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mercoledì 22 aprile 2020

Amare è servire l'altro


Gesù dice in Giovanni:

“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi...Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. “ (Giovanni  15:12, 14)

Amare Gesù è: certamente accettarlo come personale salvatore, certamente pregare e rivolgersi solo a lui, certamente leggere la sua Parola, certamente venire la domenica in chiesa... ma, soprattutto, fare le cose che lui ci comanda.

L'amore è un comandamento, è un limite entro cui devi vivere. Gesù sta dicendo: “Per essere mio amico, per essere mia amica tu devi stare all'interno del limite che ti da l'amore. Il mio amore per te è enorme, per cui anche il tuo limite è enorme. Ma tu, oltre quello, non devi andare, perché se vai fuori dall'amore ci sarà l'odio, ci sarà la persecuzione, ci sarà la voglia di vendetta...”

Gesù dice che mettere l'altro per primo non basta; ci sono altri nel mondo che mettono l'altro per primo e fanno cose straordinarie per il prossimo senza credere in nulla. Il vero amore è servire l'altro. Non soltanto metterlo per primo,  ma è seguirlo, dargli ciò che gli serve, dargli il meglio, dargli non solo il posto prima di te,  ma è anche dargli le cose buone che anche tu vorresti per te.

Essere amici di Gesù non è stare in un luogo, la chiesa, o fare dei riti a casa ma obbedire quando lui comanda. Siamo amici di Gesù?  Facciamo le cose che ci “comanda”?

“Mettere l'altro per primo - dice Gesù - è buono... ma non basta: dovrai anche servirlo, se tu vuoi essere mio amico.”


(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)


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Gesù dice in Giovanni: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi...Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. “ (Giovanni 15:12, 14) Amare Gesù è: certamente accettarlo come personale salvatore, certamente pregare e rivolgersi solo a lui, certamente leggere la sua Parola, certamente venire la domenica in chiesa... ma, soprattutto, fare le cose che lui ci comanda. L'amore è un comandamento, è un limite entro cui devi vivere. Gesù sta dicendo: “Per essere mio amico, per essere mia amica tu devi stare all'interno del limite che ti da l'amore. Il mio amore per te è enorme, per cui anche il tuo limite è enorme. Ma tu, oltre quello, non devi andare, perché se vai fuori dall'amore ci sarà l'odio, ci sarà la persecuzione, ci sarà la voglia di vendetta...” Gesù dice che mettere l'altro per primo non basta; ci sono altri nel mondo che mettono l'altro per primo e fanno cose straordinarie per il prossimo senza credere in nulla. Il vero amore è servire l'altro. Non soltanto metterlo per primo, ma è seguirlo, dargli ciò che gli serve, dargli il meglio, dargli non solo il posto prima di te, ma è anche dargli le cose buone che anche tu vorresti per te. Essere amici di Gesù non è stare in un luogo, la chiesa, o fare dei riti a casa ma obbedire quando lui comanda. Siamo amici di Gesù? Facciamo le cose che ci “comanda”? “Mettere l'altro per primo - dice Gesù - è buono... ma non basta: dovrai anche servirlo, se tu vuoi essere mio amico.”
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martedì 21 aprile 2020

Amare è mettere l'altro per primo


Gesù in Giovanni 15 afferma:

"Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici." (Giovanni 15:13)

Gesù da un esempio concreto  di cosa significhi amare: l'amore non è un sentimento, ma un'azione. Qualche capitolo indietro  aveva lavato loro i piedi e gli aveva detto:

“Capite quello che vi ho fatto?  Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.” (Giovanni 13:12b-15)

Lì aveva dato l'esempio  del “lavare i piedi”, essere disposto a “toccare” le parti impure degli altri essere disposto a purificare l'altro.

Il lavare i piedi era un atto che dava onore all'ospite, perché all'epoca le strade non erano di certo pulite, e venivano usate anche come fogne a cielo aperto; e lavare i piedi significava essere pronti e  puliti  per il banchetto assieme.

Gesù  sta  dicendo ai suoi che  “amare" è dare se stesso, mettere l'altro per primo.

Tu potresti dirmi: “Mi stai chiedendo, Marco che per dimostrare amore devo necessariamente morire per l'altro? Devo sacrificarmi come hanno fatto degli eroi che si sono sostituiti davanti al plotone di esecuzione per salvare degli innocenti? Cosa significa “dare la vita”?

Gesù non ti chiede di morire... Può accadere che tu muoia per non rinnegare il suo nome, ma non è quello che ti chiede qui.

Gesù l'ha fatto una volta,  per tutti e per sempre. Perché moriva Gesù? Per venirci in aiuto, per servirci.

Gesù non ti chiede di “morire”, altrimenti, come potresti servirlo? Dio vuole dei testimoni, non dei cadaveri; lui viene in aiuto alla tua testimonianza di Gesù e del suo amore, così che tu possa donarlo agli altri.

Non ti chiede di morire tu, ma di “far morire" il tuo “ego”, venire in aiuto dell'altro, servirlo, piuttosto che essere servito.

Il vero amore è mettere l'altro per primo.

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Gesù in Giovanni 15 afferma: Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici. (Giovanni 15:13) Gesù da un esempio concreto di cosa significhi amare: l'amore non è un sentimento, ma un'azione. Qualche capitolo indietro aveva lavato loro i piedi e gli aveva detto “Capite quello che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.” (Giovanni 13:12b-15) Lì aveva dato l'esempio del “lavare i piedi” essere disposto a “toccare” le parti impure degli altri essere disposto a purificare l'altro. Il lavare i piedi era un atto che dava onore all'ospite, perché all'epoca le strade non erano di certo pulite, e venivano usate anche come fogne a cielo aperto; e lavare i piedi significava essere pronti e puliti per il banchetto assieme. Gesù sta dicendo ai suoi che “amare è dare se stesso, mettere l'altro per primo. Tu potresti dirmi: “Mi stai chiedendo, Marco che per dimostrare amore devo necessariamente morire per l'altro? Cosa significa “dare la vita”? Gesù l'ha fatto Gesù una volta, per tutti. Perché moriva Gesù? per venirci in aiuto, servirci. Gesù non ti chiede di “morire”, altrimenti, come potresti servirlo? Dio vuole dei testimoni, non dei cadaveri; lui viene in aiuto alla tua testimonianza di lui e del suo amore, così che tu possa donarlo agli altri. Ma di “far morire il tuo “ego” venire in aiuto dell'altro, servirlo, piuttosto che essere servito. Il vero amore è mettere l'altro per primo.
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sabato 11 aprile 2020

Scegli di credere in Colui che ti ama


La fede è una scelta.  Credere è una scelta.  Tu scegli di credere  che la Parola di Dio sia vera. 

Il Salmo 119 dice:

"Io ho scelto la via della fedeltà; ho posto i tuoi decreti davanti a me.". (Salmo 119: 30 ND)

Credere è certamente  un atto della tua volontà,  una scelta che fai, (“io ho scelto” dice il salmista) ma è soprattutto una questione di cuore ; è basato sulla relazione che hai con Dio.

Quando mia moglie mi ha sposato, ha promesso che sarebbe vissuta con me per il resto della sua intera vita, anche se fossimo diventati poveri, anche se mi fossi ammalato, anche se sapeva che avremmo litigato, nonostante il mio pessimo carattere.

Io non le ho creduto con la parte razionale di me: non ho calcolato che “era ovvio che promettesse questo” perché la somma delle cose positive di me spostava l'ago della bilancia sul segno più.

Io le ho creduto col cuore, sulla base della relazione di amore  che avevo e che ho ancora con lei.

Allo stesso modo la Bibbia rende molto chiaro  che la fede è anche relazionale; dipende dall'intimità che ho con Dio. Io scelgo di credere perché so che Dio mi accetta nonostante tutte le mie mancanze, i miei peccati, il mio carattere, i miei limiti...semplicemente perché Lui ama me!

La fede biblica è scegliere di credere che QUALCOSA SIA VERO, perché credi che CHI LO DICE E' VERITIERO . 

Paolo spiega così la sua scelta di credere: 

"È questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno: so infatti in chi ho posto la mia fede e sono convinto che egli è capace di custodire fino a quel giorno ciò che mi è stato affidato". (2 Timoteo 1:12 TILC) 

La fede biblica è scegliere di credere  che la Parola di Dio è vera  perché credi che Dio sia veritiero

Se credi che Dio sia veritiero,  allora devi credere che la sua Parola è vera. 


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La fede è una scelta. Credere è una scelta. Tu scegli di credere che la Parola di Dio sia vera. Il Salmo 119 dice: "Io ho scelto la via della fedeltà; ho posto i tuoi decreti davanti a me.". (Salmo 119: 30 ND) Credere è certamente un atto della tua volontà, una scelta che fai, (“io ho scelto” dice il salmista) ma è soprattutto una questione di cuore ; è basato sulla relazione che hai con Dio. Quando mia moglie mi ha sposato, ha promesso che sarebbe vissuta con me per il resto della sua intera vita, anche se fossimo diventati poveri, anche se mi fossi ammalato, anche se sapeva che avremmo litigato, nonostante il mio pessimo carattere. Io non le ho creduto con la parte razionale di me: non ho calcolato che “era ovvio che promettesse questo” perché la somma delle cose positive di me spostava l'ago della bilancia sul segno più. Io le ho creduto col cuore, sulla base della relazione di amore che avevo e che ho ancora con lei. Allo stesso modo la Bibbia rende molto chiaro che la fede è anche relazionale dipende dall'intimità che ho con Dio. Tu scegli di credere perché sai che Dio ti accetta nonostante tutte le tue mancanze, i tuoi peccati, il tuo carattere, i tuoi limiti...semplicemente perché lui ama te! La fede biblica è scegliere di credere che QUALCOSA SIA VERO, perché credi che CHI LO DICE E' VERITIERO . Paolo spiega così la sua scelta di credere: "È questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno: so infatti in chi ho posto la mia fede e sono convinto che egli è capace di custodire fino a quel giorno ciò che mi è stato affidato". (2 Timoteo 1:12 TILC) La fede biblica è scegliere di credere che la Parola di Dio è vera perché credi che Dio sia veritiero. Se credi che Dio sia veritiero, allora devi credere che la sua Parola è vera.
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