Nel Vangelo di Giovanni sta scritto:
“(Giuda) dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte. Quando egli fu uscito, Gesù disse: "Ora il Figlio dell'uomo è glorificato e Dio è glorificato in lui. Se Dio è glorificato in lui, Dio lo glorificherà anche in sé stesso e lo glorificherà presto.” (Giovanni 13:30-32)
Quando glorifichiamo qualcuno, un vincitore, un premio nobel, un attore famoso, per farlo lo tributiamo del nostro applauso, perché riconosciamo che lo merita.
Che cosa ha fatto Dio per meritare la gloria? La Creazione? Di certo... ma non è per quello che Gesù ci chiede qui di applaudirlo.
Facciamo una parafrasi del versetto di Giovanni, e sostituiamo “glorificato” con “si merita l'applauso”.
“Ora il Figlio dell'uomo si merita l'applauso e Dio si merita l'applauso in lui.”
Dove era andato Giuda? A tradire Gesù, e a consegnarlo nelle mani dei carnefici!
Per cosa si merita l'applauso Gesù? Per aver scelto di pagare i miei peccati morendo al posto mio. Per cosa si merita l'applauso Dio? Per aver scelto di mandare suo Figlio a farlo!
Lo strumento per ricevere la gloria sarà la croce, Dio riceve gloria tramite Gesù che mette a disposizione tutto se stesso (la sua vita) pur di compiere l'opera di salvezza.
Quante volte vediamo persone alzare le mani e gridare “gloria a Dio!” Spesso lo facciamo anche noi. Va bene, non è nulla di sbagliato, ma glorificare Gesù non è solo una parola ma una riflessione su ciò che ha fatto Gesù e su ciò che ha fatto Dio per te.
La prossima volta prima di dire “gloria” rifletti prima di dirlo: ”Gesù è venuto per me! Gloria a Lui! Gloria a Dio!”
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