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lunedì 8 giugno 2020

Avere fede per essere usati da Dio




Uno dei segreti per guardare la vita con gli occhi della fede, è  fare tutto quello che Dio mi dice di fare.

Quando gli esploratori mandati da Mosè nella terra di Canaan tornarono, solo due decisero di fare ciò che aveva detto Dio di fare; entrare in quella terra e prenderne possesso.

“Giosuè ... e Caleb.... dissero al popolo: "Il territorio percorso in lungo e in largo durante la nostra esplorazione è davvero una bella terra. È una terra dove scorre latte e miele. Basta che il Signore sia a noi favorevole: ci condurrà in essa e ce la darà in possesso. Non ribellatevi al Signore! Non dovete aver paura degli abitanti di quel territorio: li mangeremo vivi! Gli dèi che li proteggono, li hanno abbandonati; invece il Signore è con noi. Non devono farvi paura!". (Numeri 14:6-9 TILC)

Con quali occhi vuoi guardare gli anni e i decenni che hai davanti?  Con quelli della paura, o con quelli della fede?

Neemia, Caleb, Giosuè non solo ricordavano le promesse di Dio, ma AGIVANO perché sapevano che Dio è un dio che non cambia per coloro che lo cercano, un dio che avrebbe mantenuto quelle promesse.

La fede è movimento;  farai quei  passi? Inviterai Gesù in OGNI stanza,  farai tutto quello che Dio ti dice di fare?

Neemia chiude il suo libro così:

“Ricòrdati di me, mio Dio, per farmi del bene!” (Neemia 13:31b)

Cosa vuoi che ricordi di te Gesù? Il tuo sguardo di paura, oppure gli occhi della tua fede in lui?

Paolo afferma:

“... io posso ogni cosa in colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13)

Dio non dimentica le promesse. Dio non cambia. Dio  usa e userà te per il suo regno... se hai fede in quelle promesse.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)







Uno dei segreti per guardare la vita con gli occhi della fede, è fare tutto quello che Dio mi dice di fare. Quando gli esploratori mandati da Mosè nella terra di Canaan tornarono, solo bue decisero di afre ciò che aveva detto Dio di fare; entrare in quella terra e prenderne possesso. “Giosuè ... e Caleb.... dissero al popolo: "Il territorio percorso in lungo e in largo durante la nostra esplorazione è davvero una bella terra. È una terra dove scorre latte e miele. Basta che il Signore sia a noi favorevole: ci condurrà in essa e ce la darà in possesso. Non ribellatevi al Signore! Non dovete aver paura degli abitanti di quel territorio: li mangeremo vivi! Gli dèi che li proteggono, li hanno abbandonati; invece il Signore è con noi. Non devono farvi paura!". (Numeri 14:6-9 TILC) Con quali occhi vuoi guardare gli anni e i decenni che hai davanti? Con quelli della paura, o con quelli della fede? Neemia, Caleb, Giosuè non solo ricordavano le promesse di Dio ma AGIVANO perché sapevano che Dio è un dio che non cambia per coloro che lo cercano, un dio che avrebbe mantenuto quelle promesse. La fede è movimento; farai quei passi? Inviterai Gesù in OGNI stanza, farai tutto quello che Dio ti dice di fare? Neemia chiude il suo libro così: “Ricòrdati di me, mio Dio, per farmi del bene!” (Neemia 13:31b) Cosa vuoi che ricordi di te Gesù? Il tuo sguardo di paura, oppure gli occhi della tua fede in lui. Paolo afferma: “io posso ogni cosa in colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13) Dio non dimentica le promesse. Dio non cambia. Dio usa e userà te per il suo regno...se hai fede in quelle promesse.
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venerdì 5 giugno 2020

Fai entrare Gesù nelle stanze della tua vita



Per poter vivere una vita libera in Cristo, non devo guardare al mondo con gli occhi della paura, ma con gli occhi della fede.

Come posso avere gli occhi della fede?

Ci sono due passi da fare: il primo è: "Invito Gesù in ogni stanza della mia vita."

Paolo dice:

"Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove." (2 Corinzi 5:17)

Come credente so che sono una creatura nuova, e devo dimenticare completamente come guardavo il mondo in passato. Se sto ancora guardando il mondo con gli occhi della paura, significa che debbo cambiare la mia visione, devo far entrare Gesù in tutte le stanze che compongono la mia vita.

In quali “stanze” non ho fatto ancora entrare Gesù? Quale deve essere ancora “rinnovata?

La sala da pranzo,  dove nutro la mia vita con le cose che possiedo e che mangio?

Oppure la camera da letto,  dove vivo la tua vita col mio sposo o con la mia sposa?

Oppure lo studio,  nel rapporto che ho con il mio lavoro, col mio datore di lavoro, coi miei dipendenti, con i soldi?

O forse il ripostiglio quel luogo oscuro dove si nascondono tutte le cose che non vogliamo che mai nessuno veda e nemmeno me stresso? Il posto dove scarico l'immondizia spirituale che c'è ancora nella mia vita, e dove non c'è neanche l'interruttore per accendere la luce?

Gesù è proprio lì che vuol portare la sua luce. Vuole aiutarti a pulire il ripostiglio, aiutarti a buttare tutte le cose che la ingombrano, e farne la sala più bella, quella dove siedi ed hai un rapporto diretto con lui.

Se voglio gli occhi della fede  non mi basta SAPERE che Gesù può cambiare OGNI stanza...  ma sono IO che devo aprire la porta!

Gesù può entrare e cambiare... ma sta a me la decisione di dargli la chiave per aprire la porta.

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Per poter vivere una vita libera in Cristo, non devo guardare al mondo con gli occhi della paura, ma con gli occhi della fede. Come posso avere gli occhi della fede? Ci sono due passi da fare: il primo è Invito Gesù in ogni stanza della mia vita Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. (2 Corinzi 5:17) Come credente so che sono una creatura nuova, e devo dimenticare completamente come guardavo il mondo ion passato. Se sto ancora guardando il mondo con gli occhi della paura, significa che debbo cambiare la mia visione, Quali “stanze” non hai fatto ancora entrare Gesù? Quale deve essere ancora “rinnovata? La sala da pranzo, dove nutri la tua vita con le cose che possiedi e che mangi? Oppure la camera da letto, dove vivi la tua vita col tuo sposo o con la tua sposa? Oppure lo studio, nel rapporto che hai con il tuo lavoro, col tuo datore di lavoro, coi tuoi dipendenti, con i soldi? O forse il ripostiglio quel luogo oscuro dove si nascondono tutte le cose che non vogliamo che mai nessuno veda e nemmeno te stresso? Il posto dove scarichi l'immondizia spirituale che c'è ancora nella tua vita, e dove non c'è neanche l'interruttore per accendere la luce. Gesù è proprio lì che vuol portare la sua luce. Vuole aiutarti a pulire il ripostiglio, aiutarti a buttare tutte le cose che la ingombrano, e farne la sala più bella, quella dove siedi ed hai un rapporto diretto con lui. Se voglio gli occhi della fede non mi basta SAPERE che Gesù può cambiare OGNI stanza... ma sono IO che devo aprire la porta! Gesù può entrare e cambiare... ma sta a me la decisione di dargli la chiave per aprire la porta
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mercoledì 3 giugno 2020

Fidati delle promesse di Dio e di Cristo



Quando guardo il mondo e gli eventi che mi accadono con gli occhi della paura, dimentico le promesse di Dio.

E' per questo che quando Neemia era ritornato a Gerusalemme per ricostruirla,  aveva detto a Dio, (ma piuttosto a se stesso) “Ricordati che hai promesso di raccoglierci e di darci una nazione dove vivere in pace” (vedi Neemia 1:8-9).

L''effetto del mio dimenticare le promesse di Dio è che comincio a fare piani da solo, per cercare di cavarmela senza di Lui.

Nell'Esodo, dopo essere arrivati ai bordi della terra promessa, ed essere stati spaventati dalle popolazioni che vivevano là, il popolo di Dio aveva detto:

“Perché il Signore ci conduce in quel paese dove cadremo per la spada? Là le nostre mogli e i nostri bambini diventeranno preda del nemico. Non sarebbe meglio per noi tornare in Egitto?»  E si dissero l’un l’altro: «Nominiamoci un capo, torniamo in Egitto!” (Numeri 14:3-4)

Siamo arrivati al capolinea della fede:
  • c'è il terrore - Là le nostre mogli e i nostri bambini diventeranno preda del nemico.  (v.3)
  • la disobbedienza - E si dissero l'un l'altro: "Nominiamoci un capo" (v.4a)
  • che ci fa prendere cattive decisioni - Torniamo in Egitto!" (v.4b)
Dio non cambia idea, mantiene le promesse, se...

Cosa c'è dopo quel se? “Se ti fidi di me, se mi obbedisci, se segui le mie regole, se cerchi il mio volto ogni giorno.”

Ma se tu non ti fidi, non obbedisci, non lo segui non lo cerchi,  le conseguenze sono inevitabili:

“Tutti gli uomini che hanno visto la mia gloria e i miracoli che ho fatto in Egitto e nel deserto, quelli che mi hanno tentato già dieci volte e non hanno ubbidito alla mia voce, certo non vedranno il paese che promisi con giuramento ai loro padri. Nessuno di quelli che mi hanno disprezzato lo vedrà; (Numeri 14:22-23)

Quale è l'antidoto  che mi impedisce di guardare la realtà con gli occhi della paura? Impara a guardare con fede!

“Caleb calmò il popolo che mormorava contro Mosè, e disse: "Saliamo subito e conquistiamo il paese, perché possiamo certamente farlo".  (Numeri 13:30 ND)

Non si sconfiggono le paure rintanandosi in un buco. Non riprenderai sonno se prima non sarai sceso a vedere cosa ha causato quel gran rumore in cucina.

Devo affrontare le mie paure e sconfiggerle muovendomi versi di loro, non lontano da loro.

Muoviti contro le tue paure. Credi di poter avere ciò che Dio ti ha promesso; Gesù stesso ha detto in Giovanni 11:40:  «Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?»

Smettila di nutrire le tue paure! Abbi fede nelle promesse di Dio e di Cristo.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)




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Quando guardo il mondo e gli eventi che mi accadono con gli occhi della paura, dimentico le promesse di Dio Quando Neemiaera ritornato a Gerusalemme per ricostruirla, aveva detto a Dio, (ma piuttosto a se stesso) “Ricordati che hai promesso di raccoglierci e di darci una nazione dove vivere in pace” (vedi Neemia 1:8-9) E l'effetto del mio dimenticare le promesse è che comincio a fare piani da solo, per cercare di cavarmela senza Dio. Dopo essere arrivati ai bordi della terra promessa, e essere stati spaventati dalle popolazioni che vivevano là, il popolo di Dio aveva detto: “Perché il Signore ci conduce in quel paese dove cadremo per la spada? Là le nostre mogli e i nostri bambini diventeranno preda del nemico. Non sarebbe meglio per noi tornare in Egitto?» E si dissero l’un l’altro: «Nominiamoci un capo, torniamo in Egitto!” (Numeri 14:3-4) Siamo arrivati al capolinea della nostra fede: c'è il terrore - Là le nostre mogli e i nostri bambini diventeranno preda del nemico. (v.3) la disobbedienza - E si dissero l'un l'altro: "Nominiamoci un capo" (v.4a) che ci fa prendere cattive decisioni - Torniamo in Egitto!" (v.4b) All'inizio della predicazione avevamo detto che Dio non cambia idea, mantiene le promesse, se... Sapete,vero, cosa c'è dopo quel se? “Se ti fidi di me, se mi obbedisci, se segui le mie regole, se cerchi il mio volto ogni giorno.” Quale è l'antidoto che mi impedisce di guardare la realtà con gli occhi della paura? Impara a guardare con fede! “Caleb calmò il popolo che mormorava contro Mosè, e disse: "Saliamo subito e conquistiamo il paese, perché possiamo certamente farlo". (Numeri 13:30 ND) Non si sconfiggono le paure rintanandosi in un buco. Non riprenderai sonno se prima non sarai sceso a vedere cosa ha causato quel gran rumore in cucina. Devo affrontare le mie paure e sconfiggerle muovendomi versi di loro, non lontano da loro. Muoviti contro le tue paure. Credi di poter avere ciò che Dio ti ha promesso; Gesù stesso ha detto in Giovanni 11:40: «Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?» Smettila di nutrire le tue paure! Abbi fede nelle promesse di Dio e di Cristo.
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lunedì 1 giugno 2020

Non guardare solamente al negativo




Nel libro di Esodo Mosè racconta dell'episodio degli esploratori mandati da lui nella terra promessa
per vedere se sarebbe stato facile entrare.

Il Signore aveva detto questo a Mosè:

“Il SIGNORE disse a Mosè... 'Vi farò entrare nel paese che giurai di dare ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe. Io ve lo darò in possesso; io sono il SIGNORE' "(Esodo 6:1, 8)

Il popolo di Dio è arrivato alla Terra Promessa. Durante il viaggio Dio li ha guidati, nutriti e fatti consapevoli della sua presenza in centinaia di occasioni: il Mar Rosso che si divide dinanzi ai loro occhi, la  manna e le  quaglie che arrivano nel momento che avevano fame, Dio stesso che da a Mosè le  Tavole della Legge ecc. Arrivati ai bordi di Canaan,  Mosè manda 12 esploratori a vedere com'è questa terra che ha dato loro il Signore.

Al rientro degli esploratori, il 16,6% di essi (ovvero 2) dissero “se po fa”,  mentre l'83,3% (cioè 10)  dissero “non è proprio cosa fattibile”.

Qual'è la causa di questa maggioranza schiacciante? Che l'83% guardava il futuro con gli occhi della paura. Cosa succede quando faccio questo? Succede che amplifico gli aspetti negativi

Numeri dice:

“Fecero il loro racconto, e dissero: "Noi arrivammo nel paese dove tu ci mandasti, ed è davvero un paese dove scorre il latte e il miele, ed ecco alcuni suoi frutti. PERO', il popolo che abita il paese è potente, le città sono fortificate e grandissime, e vi abbiamo ANCHE VISTO dei figli di Anac. "(Numeri 13:27-28)

Vedono gli aspetti positivi: scorre latte e miele,  frutta gigante. Ma vedono soprattutto gli aspetti negativi: popolo potente,  città fortificate e grandissime,  popolazione di giganti!

Se guardo con gli occhi della paura,  vedrò solo gli aspetti negativi, dimenticando completamente quelli positivi che spesso sono uguali o più grandi.

Quando guardi un avvenimento, un progetto futuro dove senti che Dio ti sta guidando, non focalizzarti sul negativo dell'aspetto, ma ricorda che Dio è un dio fedele, che mantiene le promesse.

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)

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Nel libro di Esodo Mosè racconta dell'episodio degli esploratori mandati da lui nella terra promessa per vedere se sarebbe stato facile entrare. Il Signore aveva detto questo a Mosè: “Il SIGNORE disse a Mosè... 'Vi farò entrare nel paese che giurai di dare ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe. Io ve lo darò in possesso; io sono il SIGNORE' "(Esodo 6:1, 8) Il popolo di Dio è arrivato alla Terra Promessa. Durante il viaggio Dio li ha guidati, nutriti e fatti consapevoli della sua presenza in centinaia di occasioni: il Mar Rosso che si divide dinanzi ai loro occhi, la manna e le quaglie che arrivano nel momento che avevano fame, Dio stesso che da a Mosè le Tavole della Legge ecc. Arrivati ai bordi di Canaan, Mosè manda 12 esploratori a vedere com'è questa terra che ha dato loro il Signore. Al rientro degli esploratori, il 16,6% di essi (ovvero 2) dissero “se po fa”, mentre l'83,3% (cioè 10) dissero “non è proprio cosa fattibile”. Qual'è la causa di questa maggioranza schiacciante? Che l'83% guardava il futuro con gli occhi della paura. Cosa succede quando faccio questo? Succede che amplifico gli aspetti negativi Numeri dice: “Fecero il loro racconto, e dissero: "Noi arrivammo nel paese dove tu ci mandasti, ed è davvero un paese dove scorre il latte e il miele, ed ecco alcuni suoi frutti. PERO', il popolo che abita il paese è potente, le città sono fortificate e grandissime, e vi abbiamo ANCHE VISTO dei figli di Anac. (Numeri 13:27-28) Vedono gli aspetti positivi: scorre latte e miele, frutta gigante. Ma vedono soprattutto gli aspetti negativi: popolo potente, città fortificate e grandissime, popolazione di giganti! Se guardo con gli occhi della paura, vedrò solo gli aspetti negativi, dimenticando completamente quelli positivi che spesso sono uguali o più grandi. Quando guardi un avvenimento, un progetto futuro dove senti che Dio ti sta guidando, non focalizzarti sul negativo dell'aspetto, ma ricorda che Dio è un dio fedele, che mantiene le promesse.
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venerdì 29 maggio 2020

Vivere la consolazione in Cristo




Lo scoraggiamento entra nella nostra vita in maniera strisciante, senza che neppure ce ne accorgiamo.

Entra attraverso il nostro fisico quando siamo stanchi,  attraverso la nostra mente quando c'è troppa immondizia spirituale in giro, attraverso il sentirsi falliti quando pensiamo di aver perso in partenza, o attraverso le nostre orecchie quando ascoltiamo persone o situazioni negative.

E' meglio prevenire, che curare! Eccoti quattro passi per prevenire non la malattia del secolo, ma quella di ogni secolo:

1. La fatica

“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” (Matteo 11:28)

RIPOSATI!

2. La frustrazione

“Getta sul Signore il tuo affanno1, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli.” (Salmo 55:22)

BUTTA VIA LA MONDEZZA SPIRITUALE!

3. Il fallimento

“Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.” (Matteo 5:4)

NON MOLLARE!

4. La fifa

“Beati voi, quando gli uomini vi odieranno, e quando vi scacceranno, vi insulteranno e metteranno al bando il vostro nome come malvagio, a motivo del Figlio dell’uomo.  Rallegratevi in quel giorno e saltate di gioia, perché, ecco, il vostro premio è grande in cielo; perché i loro padri facevano lo stesso ai profeti.” (Luca 6:22-23)

NON ASCOLTARE CHI TI ODIA!

Lo scoraggiamento può diventare la base su cui costruire la propria vita mettendola al servizio di Cristo, se decidi di vivere nella sua consolazione

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)



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Lo scoraggiamento entra nella nostra vita in maniera strisciante, senza che neppure ce ne accorgiamo. Entra attraverso il nostro fisico quando siamo stanchi, attraverso la nostra mente quando c'è troppa immondizia spirituale in giro, attraverso il sentirsi falliti quando pensiamo di aver perso in partenza, o attraverso le nostre orecchie quando ascoltiamo persone o situazioni negative. E' meglio prevenire, che curare! Eccoti quattro passi per prevenire non la malattia del secolo, ma quella di ogni secolo: 1. La fatica “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” (Matteo 11:28) RIPOSATI! 2. La frustrazione “Getta sul Signore il tuo affanno1, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto vacilli.” (Salmo 55:22) BUTTA VIA LA MONDEZZA SPIRITUALE! 3. Il fallimento “Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.” (Matteo 5:4) NON MOLLARE! 4. La fifa “Beati voi, quando gli uomini vi odieranno, e quando vi scacceranno, vi insulteranno e metteranno al bando il vostro nome come malvagio, a motivo del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno e saltate di gioia, perché, ecco, il vostro premio è grande in cielo; perché i loro padri facevano lo stesso ai profeti.” (Luca 6:22-23) NON ASCOLTARE CHI TI ODIA! Lo scoraggiamento può diventare la base su cui costruire la propria vita mettendola al servizio di Cristo, se decidi di vivere nella sua consolazione
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mercoledì 27 maggio 2020

Non ascoltare la voce di chi ti odia!




Una delle cose che spesso ci rende scoraggiati è la “fifa”: la paura di quello che potenzialmente potrebbe accaderci. I Giudei avevano sperimentato questo tipo di paura mentre stavano ricostruendo Gerusalemme:

“I nostri avversari dicevano: "Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché non saremo piombati in mezzo a loro; allora li uccideremo, e faremo cessare i lavori". (Neemia 4:11)

Immaginati la scena: una lunga fila di muratori intenta a costruire il muro, una serie di teste appostate tra i cespugli, quelle delle persone che avevano abitato quei posti  durante la deportazione a Babilonia,  e che non erano affatto contenti di vedere  che Gerusalemme tornava ad essere fortificata e protetta.

All'inizio li avevano derisi:  “che stupidaggine rifare le mura di Gerusalemme”,  poi avevano provato a scoraggiarli : “tanto non siete buoni a fare i muratori!”,;  adesso che le mura erano quasi completate, minacciavano:.  “se continuate il muro vi ammazziamo tutti”.

Ma perché avevano paura? Come facevano a sapere che le persone imboscate tra i cespugli volevano farli fuori? Ma perché qualcuno glielo aveva detto!

“I Giudei però, che risiedevano vicino a loro, vennero dieci volte a riferirci questo, da tutti i luoghi da cui provenivano.” (Neemia 4:12)

Altri Giudei che vivevano vicini a chi li voleva morti si erano premurati di farglielo sapere! Che carini! Che gentili! E così lo scoraggiamento sale!

Ascoltare un pessimista ti fa diventare pessimista.  Se senti abbastanza a lungo qualcuno che dice “non si può fare”,  alla fine credi anche tu che non si può fare; noi “assorbiamo” quello che gli altri ci dicono

Chi, o cosa stai ascoltando in questo momento? Voci che ti dicono “non ce la farai”?  Che ti dicono “provaci e sei morto, sei morta”? E così hai paura  di fare il grande passo  per intraprendere un nuovo progetto, o completarne uno in corso.

Forse c'è la paura di non esserne capace,  o di non saper reggere la pressione. Forse c'è la paura perché senti che non sei perfetto o perfetta come vorresti per affrontare quel progetto.

Sappi che questa paura, non viene da Dio; infatti Paolo dice:

“Voi non avete ricevuto in dono uno spirito che vi rende schiavi o vi fa vivere di nuovo nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di Dio che ci ha fatto diventare veri e propri figli di Dio, adottati in seno alla sua famiglia, figliuoli che lo chiamano «Padre mio!»” (Romani 8:15 PV)

E tutto ciò che non viene da Dio, viene da chi è contro il popolo di Dio, così come le minacce di morte per i Giudei venivano da chi era contro i Giudei. Non ascoltare la voce di chi odia Dio, e perciò odia anche te!

La  soluzione per prevenire lo scoraggiamento che porta la paura è: non ascoltare la voce di chi ti odia !

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Una delle cose che spesso ci rende scoraggiati è la paura di quello che potenzialmente potrebbe accaderci. I Giudei avevano sperimentato questo tipo di paura mentre stavano ricostruendo Gerusalemme: “I nostri avversari dicevano: "Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché non saremo piombati in mezzo a loro; allora li uccideremo, e faremo cessare i lavori". (Neemia 4:11) Ma perché avevano paura? Come facevano a sapere che le persone imboscate tra i cespugli volevano farli fuori? Ma perché qualcuno glielo aveva detto! “I Giudei però, che risiedevano vicino a loro, vennero dieci volte a riferirci questo, da tutti i luoghi da cui provenivano.” (Neemia 4:12) Altri Giudei che vivevano vicini a chi li voleva morti si erano premurati di farglielo sapere! Ascoltare un pessimista ti fa diventare pessimista. Chi, o cosa stai ascoltando in questo momento? Voci che ti dicono “non ce la farai”? Che ti dicono “provaci e sei morto, sei morta”? E così hai paura di fare il grande passo per intraprendere un nuovo progetto, o completarne uno in corso. Sappi che questa paura, non viene da Dio; infatti Paolo dice: Voi non avete ricevuto in dono uno spirito che vi rende schiavi o vi fa vivere di nuovo nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di Dio che ci ha fatto diventare veri e propri figli di Dio, adottati in seno alla sua famiglia, figliuoli che lo chiamano «Padre mio!»” (Romani 8:15 PV) E tutto ciò che non viene da Dio, viene da chi è contro il popolo di Dio, così come le minacce di morte per i Giudei venivano da chi era contro i Giudei. Non ascoltare la voce di chi odia Dio, e perciò odia anche te! La soluzione per prevenire lo scoraggiamento che porta la paura è: Non ascoltare la voce di chi ti odia !
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lunedì 25 maggio 2020

Non mollare!



Mentre i Giudei stavano ricostruendo la città di Gerusalemme dopo l'esilio a Babilonia, arrivò un sentimento “strisciante”: la paura di fallire.

Neemia lo racconta così:

"Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!"  (Neemia 4:10)

Lo “scoraggiamento” è un male “strisciante” che progredisce a poco a poco, fino a renderci completamente inefficienti.

I Giudei hanno cominciato con un problema “fisico” (siamo stanchi), per poi passare a un problema “psichico” (c'è troppa immondizia), e ora giungono alla conclusione (non ce la faremo mai):
sono scoraggiati! “Siamo troppo stanchi! Non ce la faremo mai!  E' da pazzi provarci! Per cui, finiamola  qua”.

Come affronti i fallimenti nella tua vita?  Sei del tipo che si autopunisce in  pubblico  con celebrazioni a base di “oh povero me” “non sono proprio capace a fare nulla” “sono proprio stato stupido a pensare ce l'avrei fatta”?

Oppure sei del tipo “ce l'hanno tutti con me perché sono piccolo e nero”?

In Ebrei si dice:

“Infatti avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso... Ora, noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita.” (Ebrei 10: 36, 39)

La differenza tra un vincente e un perdente  è che il vincente prende la sconfitta  semplicemente come un inciampo temporaneo.

Paolo così ne parla:

"Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria..." (2 Corinzi 4:17)

La soluzione per prevenire lo scoraggiamento è: non mollare !

(Per vedere il filmato clicca sull'immagine qua sotto)







Mentre i Giudei stavano ricostruendo la città di Gerusalemme dopo l'esilio a Babilonia, arrivò un sentimento “strisciante”: la paura di fallire. Neemia lo racconta così: "Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!" (Neemia 4:10) Lo “scoraggiamento” è un male “strisciante” che progredisce a poco a poco, fino a renderci completamente inefficienti. I Giudei hanno cominciato con un problema “fisico” (siamo stanchi), per poi passare a un problema “psichico” (c'è troppa immondizia), e ora giungono alla conclusione (non ce la faremo mai): sono scoraggiati! “Siamo troppo stanchi! Non ce la faremo mai! E' da pazzi provarci! Per cui, finiamola qua”. Come affronti i fallimenti nella tua vita? Sei del tipo che si autopunisce in pubblico con celebrazioni a base di “oh povero me” “non sono proprio capace a fare nulla” “sono proprio stato stupido a pensare ce l'avrei fatta”? Oppure sei del tipo “ce l'hanno tutti con me perché sono piccolo e nero”? In Ebrei si dice: “Infatti avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso... Ora, noi non siamo di quelli che si tirano indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per ottenere la vita.” (Ebrei 10: 36, 39) La differenza tra un vincente e un perdente è che il vincente prende la sconfitta semplicemente come un inciampo temporaneo. La soluzione per prevenire lo scoraggiamento è: Non mollare !
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venerdì 22 maggio 2020

Liberati dall'immondizia per poter correre con Cristo



Il libro di Neemia racconta la ricostruzione della città di Gerusalemme da parte degli Ebrei di ritorno da Babilonia.

A un certo puto della ricostruzione, arriva la frustrazione per quello che stanno facendo, e dicono:

"Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!" (Neemia 4:10)

Questa si chiama  è vera “frustrazione”.  Stanno facendo un muro nuovo, ma tutt'intorno ci sono i sassi e i calcinacci del precedente.

Su cosa si stanno concentrando? Non sul  nuovo muro che stava sorgendo,  ma sulla “immondizia” del vecchio che avevano demolito.

Capita anche a te? A me, si. Vorrei vedere tutto già fatto, magari anche faticando, ma senza dover gestire alla monnezza che produco nel frattempo.

Se tu hai mai avuto la folle idea di comperare un casale da ristrutturare come abbiamo avuto io e mia moglie, sappi che, quando inizi a ristrutturare non hai in mente dei camion che ci vorranno per portare via la “mondezza” in giro e del fatto che resterà là per anni ed anni; in mezzo a essa, il sogno della casa  tende a svanire.

Nella vita accade un po' la stessa cosa;  se facciamo progetti per il futuro,  inevitabilmente produrremo immondizia ; ma possiamo imparare a riconoscerla  e a saperla trattare  per non ostacolare i nuovi progetti

Quale è l'immondizia nella tua vita?  Qualcosa che copre il progetto originario  e ti impedisce di far crescere le cose realmente importanti,  la tua vita con il Signore,  il rapporto con la tua sposa o con i tuoi figli,  l' essere attivo nella chiesa mettendo a disposizione i tuoi doni?

L'immondizia ti fa fare dei giri a largo, ti obbliga ad arrampicarti, a fare deviazioni: ti fa spendere tempo e forze inutilmente... E' chiaro che poi diventi scoraggiato, diventi scoraggiata! La soluzione per prevenire lo scoraggiamento è: butta via !

Quale è la tua “immondizia spirituale ingombrante”? Un vecchio peccato? Un ricordo doloroso? Un chiedere perdono a qualcuno che non hai mai chiesto? Un perdonare qualcuno che non hai mai perdonato? Chiama il camion!

Ebrei dice:

“Anche noi, dunque, circondati da questa grande folla di testimoni, dobbiamo sbarazzarci di tutto ciò che ci ostacola, specialmente del peccato che ostacola il nostro progresso e correre con decisione la corsa che ci è stata messa davanti. Teniamo lo sguardo fisso su Gesù, principio e fine della fede.”  (Ebrei 12:1-2a PV)

E' ora di buttare via le macerie del passato per poter essere efficaci per Gesù, per poter correre assieme  a lui!

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Il libro di Neemia racconta la ricostruzione della città di Gerusalemme da parte degli Ebrei di ritorno da Babilonia. A un certo puto della ricostruzione, arriva la frustrazione per quello che stanno facendo, e dicono: "Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!" (Neemia 4:10) Questa si chiama “frustrazione”. Stanno facendo un muro nuovo, ma tutt'intorno ci sono i sassi e i calcinacci del precedente. Su cosa si stanno concentrando? Non sul nuovo muro che stava sorgendo, ma sulla “immondizia” del vecchio che avevano demolito. Capita anche a te? A me, si. Vorrei vedere tutto già fatto, magari anche faticando, ma senza dover gestire alla monnezza che produco nel frattempo Quando inizi a ristrutturare non hai in mente dei camion che ci vorranno per portare via la l'immondizia; in mezzo a essa, il sogno della casa tende a svanire. Nella vita accade un po' la stessa cosa; se facciamo progetti per il futuro, inevitabilmente produrremo immondizia ; ma possiamo imparare a riconoscerla e a saperla trattare per non ostacolare i nuovi progetti Quale è l'immondizia nella tua vita? Qualcosa che copre il progetto originario e ti impedisce di far crescere le cose realmente importanti, la tua vita con il Signore, il rapporto con la tua sposa o con i tuoi figli, l' essere attivo nella chiesa mettendo a disposizione i tuoi doni? La soluzione per prevenire lo scoraggiamento è: Butta via ! Quale è la tua “immondizia spirituale ingombrante”? Un vecchio peccato? Un ricordo doloroso? Un chiedere perdono a qualcuno che non hai mai chiesto? Un perdonare qualcuno che non hai mai dato? Chiama il camion! Ebrei dice: “Anche noi, dunque, circondati da questa grande folla di testimoni, dobbiamo sbarazzarci di tutto ciò che ci ostacola, specialmente del peccato che ostacola il nostro progresso e correre con decisione la corsa che ci è stata messa davanti. Teniamo lo sguardo fisso su Gesù, principio e fine della fede.” (Ebrei 12:1-2a PV) E' ora di buttare via le macerie del passato per poter essere efficaci per Gesù, per poter correre assieme a lui!
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